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Il giorno di Ramy

27 marzo 2019 | 07.45
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Oggi l'incontro al Viminale con il ministro Salvini, che ieri ha dato il via libera alla cittadinanza per il ragazzo. Con lui, altri quattro piccoli eroi del bus dato alle fiamme a San Donato Milanese e 12 carabinieri coinvolti nell'operazione di salvataggio

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(Fotogramma /Ipa)

Dopo giorni di incertezza, arriva il via libera per la cittadinanza a Ramy Shehata. Parola di Matteo Salvini, che ieri ha dato il suo benestare al piccolo eroe del bus dato alle fiamme a San Donato Milanese, presto cittadino italiano a tutti gli effetti. "Sono contento. Penso di meritare la cittadinanza italiana, ma questa notizia non me l'aspettavo", il commento del giovane all'Adnkronos, che oggi - insieme ad altri quattro compagni di scuola e a 12 carabinieri - sarà ospite del Viminale.
Con lui, i militari coinvolti nell'operazione sullo scuolabus sequestrato dall'autista Ousseynou Sy e i compagni della scuola media 'Vailati' di Crema che hanno contribuito con le loro azioni a salvare alunni e professori da una incredibile tragedia. Si tratta di Adam, che dopo aver nascosto il telefonino al terrorista è riuscito a chiamare i carabinieri, fornendo indicazioni utili; Aurora, che presa in ostaggio manteneva la calma e il sangue freddo; Fabio, che ha parlato con il terrorista cercando di dissuaderlo e tranquillizzarlo; Nicolò, che si è offerto come ostaggio dopo la richiesta del terrorista.

L'ok di Salvini alla cittadinanza a Ramy è arrivato ieri durante la registrazione del Maurizio Costanzo Show: "Sì alla cittadinanza a Ramy - ha detto il ministro dell'Interno - perché è come se fosse mio figlio e ha dimostrato di aver capito i valori di questo Paese, ma il ministro è tenuto a far rispettare le leggi. Per atti di bravura o coraggio le leggi si possono superare". Oggi l'incontro.

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