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Il giorno di 'Tosca' alla Scala

07 dicembre 2019 | 11.55
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La prima volta in apertura di stagione d'Opera. Dirige il Maestro Riccardo Chailly, regia di Davide Livermore

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(Fotogramma)

La prima volta di "Tosca" in apertura al Teatro della Scala di Milano: accadrà oggi, sabato 7 dicembre, alle ore 18, quando il capolavoro di Puccini inaugurerà la stagione d'Opera 2019/2020. A dirigere sarà il Maestro Riccardo Chailly, che prosegue la sua personale e innovativa ricognizione del repertorio italiano. L'allestimento è affidato al regista Davide Livermore, che dopo il debutto scaligero con "Tamerlano" di Handel ha già collaborato con Chailly per "Don Pasquale" di Donizetti e "Attila" di Verdi per l'inaugurazione della scorsa stagione.

Con il regista la squadra formata da Giò Forma per le scene, arricchite dai video di D-wok e illuminate da Antonio Castro, e da Gianluca Falaschi per i costumi. Protagonisti in palcoscenico la soprano Anna Netrebko (Floria Tosca), arrivata al suo quarto 7 dicembre scaligero, il tenore Francesco Meli (Mario Cavaradossi) e il baritono Luca Salsi (il barone Scarpia).

"Tosca", presentata nell'edizione critica a cura di Roger Parker per Ricordi, è un punto nodale del progetto pucciniano con cui Riccardo Chailly riporta al Piermarini le opere del compositore di Lucca in letture che tengono conto delle ricerche più aggiornate.

Iniziato con "Turandot" con il finale di Luciano Berio, il progetto è proseguito con "La fanciulla del West" con l'orchestrazione originale di Puccini, "Madama Butterfly" nella prima versione (7 dicembre 2016) e "Manon Lescaut" nella prima versione.

Dopo le inaugurazioni con "Giovanna d'Arco", "Madama Butterfly", "Andrea Chénier" e "Attila", "Tosca" conferma l'impegno del maestro Chailly a riscoprire il repertorio italiano nella sua interezza.

Questo progetto culturale va prendendo forma nel corso del tempo: accanto a Puccini si colloca l'approfondimento degli anni di svolta del percorso teatrale verdiano (Giovanna d'Arco, Attila, Macbeth), del Belcanto (La gazza ladra di Rossini e Don Pasquale di Donizetti) e del Verismo (Andrea Chénier), sempre con un'attenzione particolare alle opere presentate alla Scala per la prima volta.

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