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Mo: governo Anp in riunione permanente, ministeri allertati

09 luglio 2014 | 15.24
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Il governo di unità palestinese ha annunciato "lo stato di convocazione permanente per seguire le ripercussioni dell'offensiva israeliana" sulla Striscia di Gaza.

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Raid israeliani su Gaza il 3 luglio 2014

Il governo di unità palestinese ha annunciato di essere "in riunione permanente per seguire le ripercussioni dell'offensiva israeliana" sulla Striscia di Gaza. In una seduta straordinaria presieduta dal premier Rami Hamdallah, il governo ha dichiarato inoltre "lo stato di allerta generale in tutti i ministeri e le istituzioni preposte ai servizi, quali il ministero della Salute, gli ospedali e i centri sanitari, affinché siano pronti ad offrire il massimo grado di sostegno, aiuto e soccorso medico alla nostra gente nella Striscia di Gaza".

"Il governo si mette a disposizione al massimo delle sue possibilità per offrire soccorso umanitario e medico d'urgenza al nostro popolo nella Striscia di Gaza" e "fa appello a tutti i governi e ai popoli arabi a offrire ogni forma di aiuto al nostro popolo nella Striscia", come si legge in una nota diffusa al termine della riunione, nel corso della quale l'esecutivo palestinese ha ribadito la sua "fedeltà all'unione nazionale".

"E' diritto legittimo del nostro popolo far fronte a questa aggressione con tutti i mezzi che il diritto internazionale garantisce a un popolo che si trova sotto occupazione", aggiunge la nota del governo, che sottolinea il suo "sostegno agli sforzi prodigati dal presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp, Mahmoud Abbas, ndr) e dalla leadership palestinese presso le organizzazioni e le istituzioni internazionali perché forniscano protezione al popolo palestinese e si ponga fine all'aggressione".

Alla comunità internazionale, il governo di unità nazionale palestinese chiede di "fermare la pericolosa escalation israeliana e di uscire dal silenzio, mettendo fine al terrorismo di Israele con un intervento immediato e rapido per fermarne i crimini continui, che trascineranno tutta la regione in un vortice di violenza e distruzione ed estingueranno le chance di raggiungere la pace e la stabilità". Crimini che Israele "si vanta di commettere sotto gli occhi del mondo intero e con l'impiego di armi vietate a livello internazionale".

Il governo palestinese ha poi chiesto alla Lega Araba, all'Organizzazione della cooperazione islamica e a tutti i Paesi arabi e islamici di "intervenire con urgenza presso il Consiglio di Sicurezza e l'Assemblea generale dell'Onu per costringere Israele a fermare la sua scellerata offensiva contro il nostro popolo e per punirlo per i crimini commessi". Al Consiglio di Sicurezza, all'Assemblea generale dell'Onu e alle parti che hanno patrocinato l'accordo di Ginevra viene chiesto di "assumersi le proprie responsabilità legali e morali e garantire protezione internazionale al popolo palestinese indifeso, portando i criminali israeliani e le bande terroristiche dei coloni di fronte alla giustizia internazionale", smettendo di "trattare Israele come un Paese al di sopra della legge".

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