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Iraq: appello disperato di una prigioniera yazida, Usa e Europa ci aiutino

19 agosto 2014 | 14.44
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Un grido di dolore. Un appello disperato a Europa e Stati Uniti affinché mettano fine a un calvario insostenibile. Lo ha lanciato una giovane yazida, una delle ragazze rapite dai miliziani dello Stato Islamico (Isil) e ora ridotte a schiave sessuali degli emiri jihadisti insieme ad altre centinaia di sue coetanee.

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Un grido di dolore. Un appello disperato a Europa e Stati Uniti affinché mettano fine a un calvario insostenibile. Lo ha lanciato una giovane yazida, una delle ragazze rapite dai miliziani dello Stato Islamico (Isil) e ora ridotte a schiave sessuali degli emiri jihadisti insieme ad altre centinaia di sue coetanee.

In un colloquio telefonico avvenuto in segreto con un giornalista di Rudaw, un sito curdo, la giovane ha denunciato le condizioni di vita in cui si trova costretta, raccontando particolari agghiaccianti della detenzione.

"Ogni giorno i combattenti dell'Isil arrivano, guardano e poi scelgono due o tre ragazze carine", racconta la giovane senza riuscire a controllare le emozioni. "Quando queste ragazze tornano sono in lacrime, esauste e umiliate. I combattenti le hanno portate agli emiri che le hanno violentate", ha proseguito la ragazza, che Rudaw ha preferito mantenere anonima.

"Questa tortura si ripete per tre o quattro volte al giorno. Le ragazze implorano (i jihadisti, ndr) di spararle una pallottola in testa pur di mettere fine alla loro tragedia", ha affermato la giovane 24enne, che ha raccontato quindi come i miliziani dell'Isil hanno catturato lei e le sue coetanee.

"Eravamo nel distretto di Gir Azair, quando i combattenti dell'Isil sono apparsi così all'improvviso che non abbiamo potuto nemmeno scappare. Hanno iniziato ad arrestare chiunque, uomini donne e bambini. Poi ci hanno portato nella zona di Shingal dove hanno separato le donne dagli uomini - ha proseguito - Eravamo circa 200 ragazze. A bordo di alcuni pick up ci hanno portato in un'altra località vicino al distretto di Baaj", che è al momento il luogo dove si trovano prigioniere.

La situazione è ormai disperata, sottolinea la giovane. Alcune ragazze hanno addirittura deciso di suicidarsi per interrompere il loro calvario. "Oggi - aggiunge - una ragazza si è impiccata usando il suo velo ed è morta". "Salvateci, salavateci - è il suo appello finale - chiunque possa udire la nostra voce - Usa, Europa, chiunque - per favore aiutateci, salvateci".

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