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La sentenza

Il 'like' di Facebook nel mirino: "Viola le leggi sulla protezione dei dati"

10 marzo 2016 | 18.00
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(Fotogramma)

Il tasto 'like' di Facebook potrebbe essere contro la legge in nome della privacy e della sicurezza. A dirlo è un tribunale tedesco del distretto di Dusseldorf, che ha stabilito come un sito di shopping online abbia usato in modo scorretto il 'mi piace' non informando gli utenti sul fatto che i loro dati personali sarebbero stati condivisi con il social network. A riportare la notizia è l'Independent.

Il caso discusso dalla corte tedesca riguarda il sito di shopping online Fashion ID, proprietà del rivenditore Peek & Cloppenburg (P&C), reo di non aver ottenuto l'approvazione da parte degli utenti prima di trasferire una parte della loro cronologia a Facebook. A portare in tribunale il gruppo, è stata l'associazione di consumatori della Renania Settentrionale-Vestfalia che ha denunciato come il sito trasferisse dati degli utenti iscritti alla pagina anche quando non cliccavano sul 'like'.

La corte, dopo aver ascoltato le parti in causa, ha quindi stabilito che il comportamento dei rivenditori di moda ha violato le leggi tedesche sulla protezione dei dati e ha per questo condannato la P&C a pagare una multa di 250mila euro. Ora, insieme ad altri 5 rivenditori social, la P&C dovrà avvertire gli utenti sul fatto che un 'mi piace' sulla loro fan page dal sito di vendita online autorizzerà il social network a registrare i loro dati personali.

La sentenza potrebbe aprire ora a cambiamenti sostanziali sull'uso del tasto 'like', permettendo da adesso in poi agli utenti di concedere o meno il consenso all'invio di informazioni a Facebook in modo chiaro e sicuro. Per un portavoce del social, però, si tratterebbe solo di "un caso specifico per un particolare sito web e sul modo in cui in passato ha raccolto il consenso dei suoi utenti. Il pulsante 'like', come molte altre caratteristiche che vengono utilizzati per migliorare i siti web, è una parte legale e importante di internet, e questa sentenza non cambierà questo fatto".

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