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Il Papa a Redipuglia. Mons. Marcianò: "Parlerà di pace in un luogo di guerra"

12 settembre 2014 | 17.27
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"Come un profeta, grida la verità affinché il mondo ne prenda coscienza", afferma monsignor Marcianò, vescovo ordinario militare per l'Italia, che sabato sarà al fianco di Bergoglio. Il sacrario in memoria dei caduti della Grande Guerra

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Papa Francesco (Infophoto)

"Il Papa arriva domani al sacrario militare di Redipuglia quale pellegrino di pace, per invocare la fine di tutti i conflitti e pregare per i caduti di tutte le guerre: come un profeta, vive il dolore del mondo e grida una verità di cui prendere coscienza". E' quanto sottolinea all'Adnkronos monsignor Santo Marcianò, vescovo ordinario militare per l'Italia, che domani sarà al fianco di Papa Francesco.

"La sua è una presenza di alta simbologia - spiega - perché la preghiera e il Vangelo sono le 'armi' più potenti contro la guerra e per la pace. Invocando la pace, il Papa richiama alla responsabilità tutte le persone che detengono il potere nel mondo e richiama la coscienza di tutti i popoli e di ogni singolo uomo. La pace si costruisce attraverso la preghiera e attraverso l'opera concreta sia dei potenti che delle persone comuni".

Quello che si svolgerà domani al sacrario militare di Redipuglia, in occasione del centenario dall'inizio della prima guerra mondiale, è per monsignor Marcianò "un evento che non è solo il ricordo di un anniversario storico ma è purtroppo tornato d'attualità persino nella nostra Europa, con il conflitto in Ucraina, oltre che sempre presente in Medio Oriente, che non è poi così lontano da noi".

Per il vescovo ordinario militare per l'Italia, "è importante ravvivare la memoria che troppo spesso viene oggi oscurata, affinché le tragedie del passato non si verifichino più in futuro. La memoria è un monito presente e attuale, anche rispetto a quella che il Papa ha giustamente definito come una sorta di terza guerra mondiale combattuta a pezzi. Ricordare il passato non può non interpellare il presente".

Monsignor Marcianò ricorda che "il Papa pone dei segni molto concreti: lo farà in questa visita al sacrario di Redipuglia come nel recente passato nell'incontro in Vaticano con i presidenti israeliano e palestinese, con i viaggi fatti in Terra Santa e in Corea, come in quello appena annunciato che farà in Turchia. Domani, Francesco lo farà in un luogo di guerra e di morte, per parlare di vita e di pace".

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