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Il Papa contro gli 'intellettuali compiaciuti': "Chi non prega affonda nel narcisismo"

10 aprile 2014 | 13.43
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Il Papa tuona contro il sapere fatto di formalismi che non trova contatti con la vita spirituale. Lo fa ricevendo in udienza, nell'Aula Nervi, le comunità della Pontificia Università Gregoriana, del Pontificio Istituto Biblico e del Pontificio Istituto Orientale.Il Papa pone l'attenzione su quella che definisce "una delle sfide del nostro tempo: trasmettere il sapere e offrirne una chiave di comprensione vitale, non un cumulo di nozioni non collegate tra loro".

Bergoglio dà atto che "la filosofia e la teologia permettono di acquisire le convinzioni che strutturano e fortificano l'intelligenza e illuminano la volontà ma tutto questo - avverte - è fecondo solo se lo si fa con la mente aperta e in ginocchio. Il teologo che si compiace del suo pensiero completo e concluso è un mediocre. Il buon teologo e filosofo ha un pensiero incompleto, sempre aperto al maius di Dio e della verità, sempre in sviluppo. Il teologo che non prega e non adora Dio finisce nel più disgustoso narcisismo".

Il Papa ricorda la vocazione degli Istituti pontifici:"non sono macchine per produrre teologi e filosofi; sono comunità in cui si cresce, e la crescita avviene nella famiglia". Bergoglio esorta a creare un atteggiamento di umanità e di saggezza concreta, che farà degli studenti di oggi persone capaci di costruire umanità, di trasmettere la verità in dimensione umana, di sapere che se manca la bontà e la bellezza di appartenere ad una famiglia di lavoro si finisce per essere un intellettuale senza talento, un eticista senza bontà, un pensatore carente dello splendore della bellezza e solo 'truccato' di formalismi". Infine l'esortazione a diffondere una scienza "che sia scienza umana e non di laboratorio".

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