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Il Papa: "Non siamo padroni del mondo"

03 settembre 2020 | 13.51
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Assistiamo "all’inquietante degrado" della nostra casa comune. Bergoglio ha ricevuto una delegazione di attivisti e ricercatori: c'era anche l’attrice francese Juliette Binoche

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(Fotogramma)

Assistiamo "all’inquietante degrado" della nostra casa comune. Il Papa riceve un gruppo di laici francesi impegnati nella salvaguardia del Creato. Nella delegazione, oltre ad attivisti e ricercatori, c’è anche l’attrice francese Juliette Binoche. "Rallegra il fatto che una presa di coscienza dell’urgenza della situazione si riscontri ormai un po’ dovunque, che il tema dell’ecologia impregni sempre più i modi di pensare a tutti i livelli e cominci a influire sulle scelte politiche ed economiche, anche se - dice Bergoglio- molto resta da fare e se assistiamo ancora a troppe lentezze e persino a passi indietro".

Anche la Chiesa è pronta a fare la sua parte. "Da parte sua, - dice Francesco- la Chiesa Cattolica intende partecipare pienamente all’impegno per la tutela della casa comune. Essa non ha soluzioni già pronte da proporre e non ignora le difficoltà delle questioni tecniche, economiche e politiche in gioco, né tutti gli sforzi che questo impegno comporta. Ma vuole agire concretamente là dove ciò è possibile, e vuole soprattutto formare le coscienze al fine di favorire una profonda e duratura conversione ecologica, che sola può rispondere alle sfide importanti cui dobbiamo far fronte".

Avverte il Pontefice che "se l’uomo ha il diritto di fare uso della natura per i propri fini, non può in alcun modo ritenersi suo proprietario o despota, ma solamente l’amministratore che dovrà rendere conto della sua gestione. In questo giardino che Dio ci offre, gli esseri umani sono chiamati a vivere in armonia nella giustizia, nella pace e nella fraternità, ideale evangelico proposto da Gesù. E quando si considera la natura unicamente come oggetto di profitto e di interessi – una visione che consolida l’arbitrio del più forte – allora l’armonia si rompe e si verificano gravi disuguaglianze, ingiustizie e sofferenze".

Il Papa denuncia la situazione e le cause dell’inquietante degrado :"Sono la stessa indifferenza, lo stesso egoismo, la stessa cupidigia, lo stesso orgoglio, la stessa pretesa di essere il padrone e il despota del mondo che portano gli esseri umani, da una parte, a distruggere le specie e saccheggiare le risorse naturali, dall’altra, a sfruttare la miseria, abusare del lavoro delle donne e dei bambini, rovesciare le leggi della cellula familiare, non rispettare più il diritto alla vita umana dal concepimento fino al termine naturale".

Il Pontefice invita a non abbandonare la speranza: "Mentre le condizioni del pianeta possono apparire catastrofiche e certe situazioni sembrano persino irreversibili, noi cristiani non perdiamo la speranza, perché abbiamo lo sguardo rivolto a Gesù Cristo".

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