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Il Parlamento plaude ad Aki: "Informazione ha ruolo cruciale"

17 settembre 2015 | 20.44
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Plauso trasversale da parte del Parlamento per il lancio, annunciato da Aki, del network per professionisti dell'informazione attraverso il quale dare voce a testimonianza a quei Paesi al centro di conflitti che spingono alla fuga migliaia di persone.

"Quella dell'Aki Adnkronos International rappresenta un'iniziativa intelligente che può contribuire a costruire una rete di collaborazioni utile alla comprensione di avvenimenti e processi in zone di guerra". Commenta Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri del Senato. "Proprio nei luoghi in cui l'informazione riveste un ruolo cruciale - sottolinea Casini - queste voci possono tradursi in testimonianze preziose e fornire un quadro più completo della realtà dei Paesi lacerati da conflitti".

Di una "iniziativa molto positiva" parla anche Fabrizio Cicchitto (Ap), presidente della commissione Affari esteri di Montecitorio. "Sul decisivo terreno della comunicazione - sottolinea - consente espressione a tutte le individualità, delle più varie appartenenze, che vogliono testimoniare il loro dramma e le loro vicende". La rete targata Aki per dare voce a queste realtà "può diventare - secondo Cicchitto - una sede molto importante di confronto politico e culturale".

Plauso arriva anche da Gennaro Migliore secondo cui si tratta di "un'iniziativa opportuna, perché la costruzione di un punto di vista non può prescindere dalla conoscenza continua dell'evoluzione di un mondo" raccontato "da chi vive realtà a noi sconosciute. La nostra spesso è una foto ingiallita di Paesi devastati da conflitti. Spesso, soprattutto in questi giorni, sentiamo la frase 'aiutiamoli a casa loro' - osserva Migliore - se qualcuno ci raccontasse cosa significa non avere più una casa, fuggire dal proprio Paese in guerra, dando voce a realtà estremamente variegate all'interno di uno stesso territorio, sicuramente avremmo un'idea meno omogenea e più approfondita del mondo che abbiamo davanti a noi".

"I migranti 'forzati' - ricorda l'eponente Pd - sono più di 60 milioni, da noi arriva solo una piccola parte stimabile nell'1-2%. Il mondo dal quale fuggono esiste e va conosciuto per quel che è. Spero che in questa rete - auspica poi Migliore - ci sia anche la voce delle donne, perché in quei paesi non sempre è facile per loro operare nel mondo dell'informazione. Spero inoltre che ci siano persone con una cultura critica e più voci", poiché si tratta soprattutto di "un'operazione di conoscenza".

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