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Università: il rapporto, laurea forte investimento contro disoccupazione

16 aprile 2015 | 16.40
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AlmaLaurea: "La stabilità risulta leggermente in calo per i laureati triennali e magistrali".

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"La laurea, in Italia, continua a rappresentare un forte investimento contro la disoccupazione. I laureati godono di vantaggi occupazionali rispetto ai diplomati sia nell’arco della vita lavorativa sia, e ancor più, nelle fasi congiunturali negative come quella che stiamo vivendo". E' quanto emerge dal XVII Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, resa nota oggi.

"La stabilità (lavoro autonomo effettivo o dipendente a tempo indeterminato) risulta leggermente in calo -rileva- per i laureati triennali e magistrali (rispettivamente di 2 e 1 punto percentuale rispetto alla precedente rilevazione). Discorso a parte anche in questo caso riguarda i laureati a ciclo unico: la quota di occupati stabili aumenta infatti di oltre 2 punti percentuali rispetto alla precedente indagine. Il lavoro stabile è quindi pari, a un anno, al 39% tra i triennali, al 34% tra i magistrali e al 38% tra i laureati a ciclo unico".

Le retribuzioni, prosegue, "a un anno risultano in lieve aumento e superano, seppure di poco, i 1.000 euro netti mensili: 1.013 per il primo livello, 1.065 per i magistrali, 1.024 per i magistrali a ciclo unico". "Rispetto alla precedente rilevazione, le retribuzioni reali risultano in aumento: l’incremento è del 5% tra i colleghi a ciclo unico, del 2% tra i magistrali e non raggiunge l’1% tra i triennali. Tuttavia, tra il 2008 e il 2014, le retribuzioni reali sono diminuite del 22% per i laureati triennali, del 18 e 17%, rispettivamente, per i laureati magistrali biennali e a ciclo unico", sottolinea.

Dal Rapporto Almalaurea emerge che, "a un anno dalla conclusione degli studi e a parità di ogni altra condizione, i laureati (di primo livello e magistrali) che hanno effettuato stage curriculari hanno il 10% di probabilità in più di lavorare rispetto a chi non vanta tale esperienza formativa". "Allo stesso modo - rimarca - anche l’aver intrapreso esperienze di studio all’estero durante gli studi accresce le possibilità occupazionali, sia perché consentono un incremento delle competenze linguistiche, sempre più richieste dal mercato del lavoro, sia perché facilitano l’accrescimento esperienziale e personale".

"Sebbene tali esperienze -sottolinea- siano ancora poco diffuse tra i laureati italiani, l’aver svolto un soggiorno di studi in un altro paese permette ai laureati di aumentare le chance di trovare lavoro, già ad un anno dal titolo, del 20%. A cinque anni, l’occupazione, indipendentemente dal tipo di laurea, è prossima al 90% -spiega Almalaurea- anche se risulta in calo rispetto alla precedente rilevazione: nel dettaglio, per i laureati triennali e per i laureati magistrali è pari all’86%, rispettivamente in calo di oltre due e un punto percentuale rispetto all’indagine condotta l’anno prima; per i magistrali a ciclo unico è l’87%, in calo di tre punti percentuali".

"A cinque anni dal conseguimento del titolo, l’area della disoccupazione, sebbene rispetto all’indagine a un anno risulti nettamente inferiore, con valori che non superano mai il 10%, figura in leggero aumento rispetto alla precedente rilevazione: è il 9% per i laureati di primo livello, il 9% per i magistrali e il 7% per i laureati a ciclo unico (rispetto all’indagine passata: +1 punto per i triennali e per i magistrali, +2 punti per i magistrali a ciclo unico)", conclude.

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