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Il rigore di Gianfranco Teotino, l'assist di un ragazzo del '90 per il gol di un ragazzo del '92

14 luglio 2014 | 16.39
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L'assist di un ragazzo del '90 per il gol di un ragazzo del '92. Uno dei campionati del mondo più belli delle storia del calcio, per le emozioni che ha saputo regalare e il livello tecnico più che tattico (finalmente) delle partite, ha regalato un'ultima lezione al calcio italiano. Che poi sarebbe la prima dalla quale ripartire. Nel calcio non il futuro, ma il presente deve essere dei giovani. La freschezza è un valore, soprattutto nei momenti difficili. Invece stiamo assistendo alla solita sfilata di presentazioni di ex campioni (e già chiamarli campioni è un eccesso) che stanno scegliendo l'Italia come paradiso per la loro pensione dorata.

I Vidic, i Keita, gli Evra, gli Ashley Cole. Giocatori che presentano l'unico indiscutibile vantaggio di costare poco o niente. Di cartellino. Perché poi d'ingaggio invece sono strapagati. Tutti stranieri, naturalmente. Anche squadre come la Roma che sembravano negli ultimi anni avere scelto la strada di ripartire proprio dai giovani, ora stanno precipitosamente e inspiegabilmente facendo marcia indietro. Mentre in Brasile si discute, più che sulle dimissioni di Scolari, su dove trovare le risorse per istituire nuovi percorsi formativi per i ragazzi che ora giocano solo nelle spiagge, dove ci sono, o su campi sterrati, da noi si parla solamente di beghe elettorali. Anche i ragionamenti sul ricambio generazionale della classe dirigente si fermano ai nomi. Ma per fare cosa? Come si pensa di rilanciare i settori giovanili? Come si pensa di aprire la strada a una riforma dei campionati che non sia solo incentrata sul numero di squadre di Serie A, ma preveda ad esempio anche la regolarizzazione delle squadre riserve e il loro inserimento, come in Germania e in Francia, nei campionati di Serie B e C in modo da dare ai giovani l'opportunità di collaudarsi contro giocatori già esperti? Si conoscono bene le posizioni dei Macalli e dei Tavecchio chiusi al rinnovamento, ma non si sa ancora quali siano le proposte di Albertini o di chi altri vorrà provare a cambiare.

Eppure, non c'è molto tempo da perdere. Oggi si è saputo che il Manchester United dal solo nuovo sponsor tecnico incasserà per dieci anni oltre 94 milioni all'anno. Più di quanto fattura complessivamente in una stagione una società italiana come la Fiorentina. E noi parliamo di Tavecchio.

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