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Il rigore di Gianfranco Teotino, senza Neymar il Brasile cambia verso

05 luglio 2014 | 16.13
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Neymar (Xinhia)

Adesso qui c'è chi vorrebbe riservare a Zuniga lo stesso trattamento di Suarez. Chiedono alla Fifa di aprire un'indagine, di applicare la prova televisiva, di dare ''almeno nove giornate di squalifica'' all'uomo che ha tolto di mezzo Neymar, nuovo eroe popolare, dalla corsa del Brasile verso il titolo mondiale. Un intervento scomposto. Forse c'era anche un po' di malizia. Ma certamente si è visto di peggio. In generale e anche in questo Mondiale, che tutto sommato è abbastanza corretto.

Gli stessi brasiliani ieri sera sono entrati su Cuadrado e James anche in modo più duro di quanto abbia fatto poi Zuniga. Il solito Maradona ha addirittura detto che l'arbitro è stato scandalosamente favorevole ai padroni di casa, lasciati liberi di picchiare. Esagerazioni. Resta l'impressione che le conseguenze della ginocchiata siano andate molto oltre le intenzioni. Sfortuna. O anche no. Se si considera che Neymar viene da una stagione nel Barcellona costellata di infortuni.

La sua classe è immensa, la personalità pure, lo abbiamo capito in questi giorni, ma forse il suo corpo non è attrezzato a sufficienza per il gioco ipermuscolare del XXI secolo. Si vede a occhio nudo che, rispetto a molti colleghi, anche meno dotati fisicamente, lui è molto meno palestrato. Preferisce allenarsi con il pallone piuttosto che con i pesi. Peccato non sia così per tutti. Adesso il Mondiale del Brasile cambia verso. In negativo: da quando Scolari è tornato in panchina, Neymar non aveva mai saltato una partita e ha partecipato direttamente alla realizzazione di 30 dei 69 gol segnati.

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