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Il rigore di Teotino, Germania-Francia e il rigore al tempo di Instagram

08 luglio 2016 | 17.51
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Il gol su rigore di Griezmann contro la Germania (foto Afp) - AFP

Facciamo finta che Rizzoli sia un arbitro svizzero. Per dire che questa non è una riedizione della polemica contro gli arbitri italiani e la loro voglia eccessiva di essere protagonisti. E’ una riflessione sul calcio e sui suoi derivati. Sul passato, sul presente e sul futuro. Su giustizia e ingiustizia nel pallone. Che cosa sarebbe successo se quel rigore, che magari non ha deciso, ma sicuramente ha indirizzato Germania-Francia, non fosse stato fischiato? Niente, non sarebbe successo assolutamente niente. Nessuno si era accorto di nulla, né in campo, né sulle tribune, né davanti ai teleschermi. Nessun giocatore francese aveva protestato e nessun giocatore tedesco si era affrettato a proclamarsi innocente. Un normale contrasto di gioco, con Schweinsteiger proteso, non verso l’alto, ma verso il lungo, a contrastare l’avversario, anche con le braccia, come normalmente accade, per farsi “sentire” dall’attaccante. Il pallone, che mai sarebbe diventato in quell’azione pericoloso per la difesa tedesca, gli è finito casualmente sulla mano.

Dopo una discussione assembleare, la squadra degli arbitri ha deciso di intervenire. Non si può dire che avessero torto, ma l’hanno fatto soprattutto per paura della moviola, di quello che magari, dopo, le varie tv avrebbero mostrato e detto. La moviola chiarisce tante situazioni, ma in tante altre invece in qualche modo confonde il senso del gioco, che è un gioco di contatto e di contatti (tanto che il regolamento per il fallo di mano continua a parlare di volontarietà). Qui poi siamo addirittura oltre la moviola. Siamo al fermo immagine che cristallizza il volo di Schweinsteiger, che lo blocca con il pugno disteso alla Superman. Questo non era neppure un rigore da moviola, era un rigore da Twitter, anzi da Instagram, tutto fuorché un rigore da partita di calcio. Magari poi, anche senza questo rigore, la Francia avrebbe vinto lo stesso. Ma nel primo tempo la Germania aveva dominato, non soltanto come possesso palla e numero e precisione di passaggi, ma anche come conclusioni, tiri in porta e fuori.

Low, schierando un centrocampista in più, aveva scombinato i piani di Deschamps, aggiudicandosi la sfida tattica fra i due allenatori. Poi è arrivata quella decisione, che ora è impossibile da criticare. Ma quel rigore nel passato (senza tecnologia e senza arbitri addizionali) non sarebbe stato mai assegnato, nel presente (con gli arbitri addizionali e la tecnologia incipiente) viene assegnato solo da quelli “bravi” e nel futuro (con la moviola in capo) sarà, ahinoi, sempre più frequente. Non un fischio sbagliato, ma sicuramente un fischio stonato.

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