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Il Rosatellum è legge

26 ottobre 2017 | 12.21
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Il Rosatellum è legge. Con 214 sì, 61 no e 2 astenuti è stata approvata la legge con cui si andrà a votare, con ogni probabilità, a marzo 2018. Alla Camera, al momento del via libera, era partito l'applauso dai banchi del Pd. A Palazzo Madama la cosa scivola senza enfasi. Pd, centristi, Forza Italia e Lega, i contraenti del patto, difendono il testo ovviamente ma utilizzano le dichiarazioni di voto più per attaccare gli avversari, Mdp e M5S. I toni sono già da campagna elettorale.

Rosatellum, ecco come funziona

E così nella giornata in cui il Rosatellum diventa legge, la scena se l'è presa tutta, a sorpresa, Denis Verdini. Dopo i conti di ieri su quanto avrebbe più o meno inciso il voto dei verdiniani per garantire il numero legale e salvare legge e governo, il leader di Ala oggi ha parlato in chiaro. E' intervenuto a sopresa in aula e ha regalato l'unico guizzo della mattinata rivendicando i voti che ieri (vedi le Unioni civili, come ricordato anche da Matteo Renzi), oggi e domani la sua componente ha assicurato e assicurerà al governo.

Un intervento apprezzato dal Pd "anche per la sua chiarezza", dicono i dem che si preparano a ricevere il sostegno dei verdiniani per il Bilancio ma anche per il tentativo, già in agenda, di provare a portare a casa, come ultimo atto della legislatura, lo Ius Soli. Senza che questo apporto cambi la natura della maggioranza. "Non ci sarà nessun passaggio al Colle", fanno sapere dal Pd. Per lo Ius Soli servirà una nuova fiducia. "Impossibile altrimenti per il numero di emendamenti", dicono i dem e il capogruppo Luigi Zanda ha già avanzato la richiesta al governo: "Accoglierei con molto favore una decisione del governo di mettere la fiducia".

"In quest'aula - ha detto Verdini - quando si è trattato di contare i nostri voti, si è rinnegata perfino l'aritmetica ma questo consente di rivendicare a me stesso e al mio gruppo, con orgoglio, tutto quello che abbiamo fatto, a partire dal ruolo di supplenza politica che abbiamo svolto, tutelando la stabilità e l'interesse del Paese, ogni volta che un provvedimento ci è sembrato andare nella direzione giusta, ignorando gli stupidi strali che ci venivano quotidianamente rivolti". "Noi siamo quelli - ha sottolineato - che hanno consentito al Paese di fare uno scatto in avanti sul fronte dei diritti, rendendo possibili le unioni civili - e avremmo votato anche la step child adoption. Così come voteremo il testamento biologico, quando e se arriverà in aula".

Un sì annunciato, a titolo personale, anche sullo ius soli. "Siamo stati leali con Letta, con Renzi e anche con Gentiloni, nonostante la sua costante indifferenza". Quanto al merito della legge, Verdini rivendica anche in questo caso il suo contributo: "Questa non è la migliore legge elettorale perché leggi perfette non esistono, ma è la migliore possibile in questo momento storico e in questo Parlamento. Dicono che sia figlia mia, e non mi dispiace. Diciamo semmai che è mia nipote".

Anche il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano ha votato a favore della riforma elettorale, così come il premio Nobel Carlo Rubbia. Fra gli altri senatori a vita, l'ex premier Mario Monti si è espresso contro il 'Rosatellum', mentre Elena Cattaneo e Renzo Piano non hanno partecipato alla votazione perché in congedo o in missione.

Un altro intervento che ha scaldato la mattinata è stato quello di Roberto Calderoli per le parole su Matteo Renzi. "Ve lo dico da amico -ha detto il senatore leghista rivolto ai banchi del Pd- fermate il pazzo. Nei 1000 giorni di governo ha mandato a fondo il Paese, ha distrutto il Pd e fa passare una legge elettorale che, probabilmente, determina l'estinzione del partito. Renzi è imbarazzante. Tenetelo sul treno, perché se scende dal treno lo aggrediscono. Caro Matteo non hai nulla di cui stare sereno".

E poi, nella cronaca dell'aula di oggi, entra anche il capogruppo dei 5 Stelle, Giovanni Endrizzi, che ha definito il Rosatellum, una legge "bunga-bunga, un'orgia di pluricandidati in cui l'utilizzatore finale è immancabilmente sempre lo stesso. Siete la stessa banda, voi senza idee, senza programmi, ma con il medesimo progetto, mantenere le poltrone per continuare a sfinire e spolpare una nazione allo stremo".

Quindi le parole dure di Sinistra Italiana e Mdp. Dice Maurizio Migliavacca: "Otto fiducie non si erano mai viste nella storia parlamentare né con la Repubblica né con la monarchia" e tutto "per una legge che non garantisce maggioranze" e porta dritti a un governo Pd-Forza Italia. Anche il senatore a vita Mario Monti ha votato contro il Rosatellum. Una "legge che non condivido nel merito" e che "contribuirà ad aumentare il disprezzo degli italiani verso la politica".

Il Rosatellum bis è un sistema misto proporzionale e maggioritario. Un terzo dei candidati viene eletto in collegi uninominali e due terzi, con listini bloccati (da un minimo di 2 a un massimo di 4 candidati), con il proporzionale. Ecco come funziona.

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