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Fisco: Mauro-Tremonti (Gal), 'amnistia' per piccole imprese con debiti fino a 50mila euro

26 luglio 2015 | 15.44
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Un colpo di spugna sui debiti contratti dagli “evasori per necessità”: singoli cittadini ma soprattutto piccole imprese sempre sotto la scure dei pignoramenti, vessati da fermi amministrativi, cartelle pazze, tasse non dovute. A chiedere un’amnistia fiscale per i crediti vantati dallo Stato inferiori a 50 mila euro è un ddl presentato al Senato da Gal che ha come primo firmatario Giovanni Mauro e che vede tra le firme in calce anche quella dell’ex ministro Giulio Tremonti.

“Colgo la sofferenza quotidiana di persone che vogliono lavorare e che non vogliono assolutamente fregare il fisco, ma che non riescono ad andare avanti per i gravi colpi inferti dalla crisi economica, che giustificano il ricorso ad un’amnistia fiscale”, dice Mauro all’Adnkronos, ricordando come nella legge di stabilità del 2012 fu previsto l'annullamento di tutti i debiti fiscali iscritti a ruolo prima del 31 dicembre 1999 e inferiori a 2mila euro: multe non pagate, tributi evasi, tasse comunali, bolli auto, cartelle dei consorzi di bonifica, Iva. "Una sorta di ‘pulizia’ nei bilanci degli enti creditori, soprattutto dei Comuni”, spiega l’esponente di Gal.

“Visto che il governo si accinge ad emanare provvedimenti per le banche che sono in grave sofferenze, noi –insiste Mauro-presentiamo questo provvedimento che ha come unico scopo quello di andare incontro ai problemi, tanti e sempre più stringenti della fascia più debole della società”.

Azzerare debiti è anche un modo per arrestare gesti estremi

L'amnistia fiscale per i debiti fino a 50mila euro “consentirebbe di alleviare le condizioni di chi è costretto a rateizzare i debiti con l'erario, soprattutto le nostre piccole e medie imprese, quelle del commercio, dell'artigianato, della moda e dei servizi, il corpo vivo della produzione italiana, dal momento che il 92% del pil della produzione –ricorda Mauro- è rappresentato da queste realtà, in grave difficoltà”.

E poi, conclude il senatore di Gal, dare un po’ di respiro a cittadini e piccoli imprenditori in difficoltà potrebbe “arrestare i gesti estremi di decine di persone, anche se ora non sembrano più fare notizia, che hanno saldato con la vita stessa il debito con lo Stato”.

Sotto il profilo della copertura, per il primo anno di entrata in vigore della legge servono 7 miliardi di euro, da recuperare dai vari capitolati di spesa dei ministeri. In concreto, le spese di funzionamento, le dotazioni finanziarie delle missioni di spesa previste dalla legge di bilancio relative agli interventi e le dotazioni finanziarie per gli oneri comuni di parte capitale gli oneri comuni di parte corrente di ciascun ministero, sono ridotte in via permanente.

Così come anche quelle relative ai regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale (con l’esclusione dei redditi di lavoro dipendente e autonomo, di pensione, della famiglia, della salute, delle persone economicamente o socialmente svantaggiate, del patrimonio artistico e culturale, della ricerca e dell’ambiente) con l'obiettivo di raccogliere altri 10 miliardi di euro a copertura delle norme sull'amnistia fiscale.

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