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Il santo di oggi, 11 maggio

11 maggio 2019 | 06.01
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La storia di Fabio e di altri martiri è trasmessa dagli Atti di Sant’Antimo. Faltonio Piniano, marito di Anicia Lucina pronipote dell’imperatore Gallieno, era stato mandato dall’imperatore Diocleziano come proconsole in Asia, l’attuale Turchia. Piniano viene assalito da una grave malattia, che nessun medico riesce a curare. La moglie Lucina decide di rivolgersi ai cristiani, che giacevano in prigione. Vi erano tra gli altri il prete Antimo e Fabio. Antimo assicura che se Piniano abbraccia il cristianesimo guarirà e così avviene. Piniano, per riconoscenza, libera quanti più cristiani può, nascondendoli nelle sue proprietà nella Sabina e nel Piceno. Più tardi, accusati davanti al proconsole Prisco, rifiutano di sacrificare agli dei e sono condannati. Antimo viene gettato nel Tevere con un macigno al collo, riemerge incolume ed è decapitato. Fabio, invece, viene torturato per diverso tempo finché è decapitato anch’egli al 30° miglio della Salaria.

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