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Il vino Italiano sta bene, ma non benissimo

28 aprile 2022 | 08.59
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Il motore di ricerca Wine Searcher stila la classifica delle etichette nostrane più famose ed evidenzia cali nel mercato Usa.

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Nuova classifica dei vini italiani più ambiti secondo Wine Searcher, il motore di ricerca dedicato al settore più utilizzato al mondo, con una media di circa 10 milioni di pagine visitate mensilmente. Secondo il portale che ha sede a Auckland, in Nuova Zelanda, i produttori italiani possono dormire sonni sereni, ma non riposare sugli allori.

La concentrazione di successo e fama infatti si restringe a poche regioni, Toscana e Piemonte in particolare che, tirano sì la volata, ma con dei cali di vendita anche tra le denominazioni più blasonate.

Nel dettaglio ecco la lista dei vini top.

I “fabulous 10” sono ampiamente sbilanciati sulla Toscana - ben otto referenze - e solo due i piemontesi in lista. Il resto del Paese invece fa fatica a piazzarsi in classifica. D’altronde l'assoluta predominanza nella “Top 100 Most Searched-For Wines” è da sempre francese. Eppure - come testimoniano i dati del sito - i vini italiani non sono mai stati così popolari come negli ultimi cinque anni, attirando l’attenzione di collezionisti, critici e semplici winelovers.

Andando più nel dettaglio delle percentuali ci si accorge però di un calo nel mercato di esportazione più importante, gli Stati Uniti, le cui ricerche sul vino italiano sono leggermente diminuite rispetto a un anno fa. La Toscana registra un meno 9,2 per cento, il Piemonte scende all’11,2 per cento. Cala anche il Veneto con un -11 per cento, mentre la Sicilia perde il 30 per cento della sua quota di ricerca sui vini rossi e il 20 per cento sui rosati. I bianchi friulani registrano un -11 per cento e anche la categoria dei frizzanti, con Prosecco in testa, perdono il 23 per cento della propria quota.

Come possiamo dedurre dalla classifica sopra riportata, il predominio assoluto è dei Supertuscan, in particolare di quelle etichette che hanno fatto dei vitigni internazionali una cifra di riconoscibilità importante. In Toscana giocano la partita del Sangiovese in purezza solo Biondi Santi, Fontodi e Montevertine. In Piemonte invece si premia la fedeltà all’uva più famosa delle Langhe, il Nebbiolo, in due interpretazioni diverse, da un lato un Barolo, dall’altro un Barbaresco.

Le questioni sul tavolo - come sottolinea Wine Searcher - sono fondamentalmente due: la necessità di andare oltre lo stile bordolese nei top di gamma e guardare oltre Brunello e Barolo. Nel recente passato in verità, nella medesima classifica, non era raro trovare anche degli Amarone della Valpolicella, tipologia che al momento però non risulta essere così in voga per il motore di ricerca.

L’aspetto positivo più interessante va registrato comunque sul piano valoriale: crescono infatti i prezzi di questi vini, in particolare i Supertuscan hanno visto aumentare il loro prezzo al dettaglio medio globale dell'89% negli ultimi 10 anni, partendo dall’Ornellaia al 38%, per arrivare a Montevertine che ha goduto di un aumento del 218%, da 88 dollari nel maggio 2012 ai 280 dollari di oggi.

In Piemonte la migliore performance se l’aggiudica il Barolo di Conterno con un balzo del 165 per cento, mentre Gaja si attesta su un aumento del 35 per cento.

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