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Illy: "Presto al via capsula compatibile"

30 gennaio 2019 | 15.26
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(Foto Adnkronos)

Nei primi mesi dell'anno Illy caffè lancia la "capsula compatibile" nella distribuzione di almeno 5 Paesi europei, mentre continuerà lo sviluppo dei negozi monomarca con circa 40 nuove aperture. Lo annuncia in un'intervista all'Adnkronos il presidente Andrea Illy confermando che la società per finanziare la sua crescita non ricorrerà almeno per ora alla quotazione in borsa.

Archiviato, dunque, un 2018, "in crescita" nei fatturati, nella redditività e nei volumi di vendita, la società si aspetta un 2019 con risultati ancora migliori che potranno beneficiare degli "importanti cambiamenti organizzativi e nel marketing" e degli accordi commerciali realizzati. "Quest'anno - sottolinea Illy - ci aspettiamo un importante sviluppo in particolare dal lancio delle capsule compatibili che derivano da un accordo di licenza del marchio che abbiamo siglato l'anno scorso con il grande gruppo internazionale del caffè che si chiama Jabb. Quindi a partire dai primi mesi dell'anno verrà lanciata questa capsula compatibile che entrerà nella distribuzione moderna di almeno 5 Paesi europei quindi sarà un lancio di una certa importanza".

"Illy caffè - sottolinea il presidente - persegue una strategia di leadership qualitativa a livello globale. Siamo la marca di caffè più globale al mondo con una presenza in oltre 140 Paesi. Quasi i due terzi del nostro fatturato provengono da fuori Italia. In questa strategia si inquadra lo sviluppo dei negozi monomarca. "Sono pochi - spiega Illy - ma significativi, sono una rappresentazione della marca dove il consumatore può imparare a conoscere il mondo Illy. Hanno una finalità più di comunicazione che di distribuzione. Abbiamo una quarantina di aperture l'anno e prevediamo di essere anche quest'anno su questi numeri. Quanto alla distribuzione si svolge attraverso 100.000 clienti indipendenti nel mondo dell'ospitalità e dell'alimentare".

Esclusa per ora la quotazione. "La Borsa - sottolinea Illy - non è di attualità. Dovrebbe soddisfare una necessità che non c'è. La nostra impresa ha il privilegio di crescere autofinanziata. Negli ultimi 25 anni ha fatto una crescita media autofinanziata del 9% e anche con indicatori di bilancio piuttosto positivi: debito, ebitda e patrimonio netto. Dunque -rimarca - non è una necessità. Anche se - aggiunge - potrebbe diventarlo un domani se il tasso di crescita dovesse essere tale da esigere un fabbisogno finanziario. Ma non credo che quello sarebbe l'unico modo di ricorrere al capitale di terzi perché ci sono possibilità diverse per attrarre dei capitali".

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