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Ilva, Riva patteggia 2 anni e 6 mesi

24 maggio 2017 | 18.43
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(Fotogramma)

Il gup di Milano Chiara Valori ha accolto la richiesta di patteggiamento a due anni e sei mesi (con rinuncia alla prescrizione) avanzata dalla difesa di Adriano Riva indagato per bancarotta, truffa ai danni dello Stato e trasferimento fraudolento di valori nell'inchiesta milanese sull'acciaieria di Taranto. Una decisione che segue, solo di poche ore, la rinuncia dello stesso Riva a un miliardo e 300 milioni di euro; soldi detenuti in un conto corrente a Zurigo che rientreranno in Italia. La somma è destinata al risanamento dell’Ilva: 1,1 miliardi direttamente destinati all’ambiente, 230 milioni invece per la gestione corrente.

Soltanto pochi giorni fa la Corte del Jersey aveva dato il via libera a sbloccare i fondi degli ex proprietari dell'acciaieria, somma sequestrata nell'inchiesta e poi messa a disposizione dalla famiglia Riva, come previsto dagli accordi preliminari firmati nel dicembre scorso con i commissari dell'acciaieria. I bonifici firmati oggi finiranno nel Fondo unico di garanzia - come previsto dal decreto del governo - per 'rilanciare' l'attività produttiva.

Le posizioni di Fabio e Nicola Riva, figli dello scomparso patron Emilio Riva (fratello di Adriano), indagati per bancarotta fraudolenta nella stessa inchiesta sono state stralciate e la loro proposta di patteggiamento verrà discussa il 6 luglio prossimo. Una prima proposta di accordo era stata respinta dal giudice perché considerata "incongrua".

"Più di qualcuno non ci credeva. Invece, la giornata odierna dimostra come quel miliardo e 300 milioni di euro necessari per ambientalizzare Taranto oggi sia più vicino". Così Teresa Bellanova, viceministro allo Sviluppo economico, commentando la notizia della firma della transazione per il rientro in Italia della somma congelata in Svizzera.

"Dopo la ratifica da parte della gip di Milano Chiara Valori della richiesta di patteggiamento presentata da Adriano Riva e la contestuale accettazione da parte di quest’ultimo della rinuncia alla somma congelata in Svizzera, possiamo affermare che anche la pagina odierna dimostra come a Taranto sia possibile voltare pagina concretamente, coniugando salute e ambiente e restituendo alla città una concreta speranza di futuro", continua Bellanova.

"In questi ultimi tre anni - prosegue - l'impegno e il lavoro per Taranto sono stati enormi. Un impegno avviato dal precedente governo Renzi e confermato dal presidente Gentiloni senza mutare di una virgola strategia e obiettivi. Vanno in questa direzione infatti i progetti di rigenerazione della parte antica della città, come tutti gli altri tasselli di un’azione complessa e ambiziosa, azione che la città merito totalmente, e in cui il lavoro di bonifica ambientale, come dimostra peraltro proprio la recentissima bonifica ex Cemerad", conclude Bellanova.

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