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Religioni: imam Pallavicini con il cardinale Tauran, serve nuova fratellanza

08 novembre 2014 | 15.18
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Il vice presidente di Coreis denuncia "abusi della religione": "Comunità internazionale sviluppi azione di condanna dei criminali e solidarietà per le vittime"

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"Serve una nuova fratellanza" per evitare il ripetersi di simili "barbarie, che non hanno nulla a che fare con la religione". Così l'imam Yahya Sergio Yahe Pallavicini, vice presidente di Coreis (Comunità religiosa islamica Italiana) dopo la nuova tragedia dell'intolleranza religiosa in Pakistan dove nei giorni scorsi è stata uccisa una coppia di giovani cristiani. Pallavicini si associa alle parole del cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso che a Radio Vaticana ha detto: "Esiste questa legge sulla blasfemia, che rappresenta un problema: la comunità internazionale, non dovrebbe intervenire?".

La comunità internazionale, dice Pallavicini in dichiarazioni ad Aki - Adnkronos International, deve "comprendere e sviluppare un'azione sia di condanna dei criminali, che di solidarietà per le vittime e i loro parenti e serve nuova fratellanza anche per la prevenzione di questi abusi della religione".

Un "abuso della religione": questo è quello che è accaduto in Pakistan secondo l'imam Pallavicini, che "conosce bene e stima da molti anni" il cardinale Tauran, secondo il quale è "grave" che sia stata strumentalizzata la religione per giustificare l'uccisione con l'accusa di blasfemia dei due giovani sposi da parte di una folla inferocita, istigata - secondo la polizia pakistana - da un mullah.

"Credo che tutti i musulmani autentici nel mondo, in questo momento di grande crisi contemporanea, abbiano interesse a intensificare la nostra fratellanza laddove vediamo che l'abuso di una religione viene utilizzato per violare la dignità religiosa di qualche altro credente", dice il vice presidente di Coreis, condannando "questa doppia violazione: la violazione di una religione utilizzata come giustificazione per violare la dignità di un altro credente".

"Rinnoviamo la nostra solidarietà, rinnoviamo la nostra fratellanza che è quanto di più importante per evitare che passi questo messaggio assurdo di una religione contro l'altra - conclude Pallavicini - Le religioni, i credenti autentici di qualsiasi confessione sono fratelli nel costruire la pace condivisa".

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