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Immigrati: sale tensione a Roma nord, è giallo su arrivo profughi a San Nicola

15 maggio 2015 | 16.52
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I cittadini sono riuniti da giorni in presidio permanente davanti all'scuola 'Socrate', un'area di campagna situata tra la via Braccianese e l'Olgiata, nel XV Municipio della Capitale, dove verranno alloggiati circa un centinaio di rifugiati. Una presenza considerata "troppo ingombrante" a fronte delle 250 famiglie che abitano nel comprensorio

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"Il prefetto Gabrielli ci aveva promesso che sarebbe venuto qui a vedere la situazione e che avrebbe vigilato sulla regolarità dei lavori e sulla qualità delle prestazioni offerte dalla coop che si è aggiudicata l'appalto. Invece ancora non si è visto". E' quanto afferma all'Adnkronos Gloria Conti, presidente del comitato dei cittadini di Casale San Nicola, da giorni riuniti in presidio permanente davanti all'scuola 'Socrate', un'area di campagna situata tra la via Braccianese e l'Olgiata, nel XV Municipio di Roma, dove a breve verranno alloggiati circa un centinaio di rifugiati. Una presenza considerata "troppo ingombrante" a fronte delle 250 famiglie che abitano nel comprensorio.

Nella struttura sono ancora in corso i lavori di adeguamento, ma tra i residenti che animano il presidio si rincorrono le voci di arrivi imminenti. "Questa mattina hanno lavorato alla fossa biologica che evidentemente, come noi avevamo denunciato, non era adeguata. Sono arrivati anche i vigili - spiega Conti - per verificare la regolarità dei lavori".

Insieme ai residenti di Roma nord, al presidio c'è una folta presenza di militanti di Casapound Italia. "Siamo qui per impedire che arrivino i profughi e certamente non ce ne andremo finché la situazione non sarà risolta - sottolinea Andrea Antonini, vicepresidente di Cpi - Siamo disposti anche ad azioni eclatanti per evitare questa ingiustizia. Non possiamo accettare la prepotenza con cui si decide di autorizzare quella che è a tutti gli effetti un'invasione senza nemmeno ascoltare i residenti. Portare cento immigrati in mezzo a una comunità di 250 famiglie non può essere considerata che follia. Quello che indigna è che non si trovino i soldi per riparare i bagni o le aule delle scuole che cadono a pezzi, né per aprire gli asili o per dare una casa popolare agli italiani in difficoltà e si spendano invece milioni di euro per alimentare il business sugli immigrati".

I cittadini riuniti nel comitato contestano duramente la scelta del luogo da parte dell'amministrazione. "Qui non abbiamo illuminazione né marciapiedi, è una zona di campagna, con poche case, al buio e senza strada" dice Conti. "Anche sulla struttura che hanno scelto - aggiunge - ci sono evidenti profili di inadeguatezza".

A dar voce al Comitato oggi sono stati gli esponenti capitolini di Fratelli d'Italia, il Capogruppo in Campidoglio, Fabrizio Ghera, e il rappresentante del Dipartimento Immigrazione di Roma, Giorgio Mori, che hanno incontrato questa mattina il prefetto Gabrielli al quale hanno segnalato le preoccupazioni dei cittadini.

"Il prefetto ha invitato i cittadini a proporre soluzioni alternative ma noi le nostre proposte le avevamo già fatte nel precedente incontro dello scorso 7 maggio, quando abbiamo detto di prendere in considerazione caserme e ospedali dismessi, da allora però - sottolinea la presidente del comitato di cittadini - non ci ha più invitati a un tavolo". "Noi - conclude Conti - vogliamo solo che il prefetto venga qui a vedere la situazione e che si usino stessi pesi e stesse misure per tutte le strutte prescelte per accogliere i profughi".

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