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Immunoterapia contro il diabete, primi risultati all'Ada 2014

16 giugno 2014 | 11.36
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(Adnkronos Salute) - Anche contro il diabete si scommette sull'immunoterapia. NeoStem, azienda specializzata in terapia cellulare, ha annunciato i risultati promettenti di uno studio clinico di fase I sull'immunoterapia con cellule T regolatorie autologhe per il diabete di tipo 1. Lo studio , presentato al congresso dell'American Diabetes Association in corso a San Francisco, ha indicato la sicurezza e tollerabilità del trattamento, spiega NeoStem. La ricerca, finanziata dalla Jouvenile Diabetes Research Foundation, è stata condotta da Stephen Gitelman dell'Università della California e Kevan Herold della Yale University.

Dal lavoro - condotto su 14 pazienti tra 18 e 45 anni - emergono dati preliminari a sostegno dello sviluppo di una nuova terapia per il diabete di tipo 1, caratterizzata dal goal di indurre una tolleranza immunitaria e preservare la funzionalità delle beta cellule del pancreas. Il prodotto cellulare utilizzato è 'disegnato' per ripristinare l'equilibrio immunitario, moltiplicando il numero e la funzionalità delle cellule T regolatorie. Le cellule per l'immunoterapia sono realizzate con una metodologia ad hoc, a partire da quelle dei pazienti da trattare. L'azienda si aspetta di iniziare la fase II della ricerca nel terzo trimestre del 2014.

"Questi dati preliminari positivi - commenta Gitelman - forniscono una prova iniziare della sicurezza e tollerabilità di una terapia cellulare autologa studiata per bloccare l'attacco immunitario al pancreas. Alcuni dei pazienti trattati hanno registrato una funzione delle beta cellule stabile per 24 mesi dopo il trattamento. Siamo eccitati in vista della fase II del programma".

Al meeting Usa sono stati presentanti anche studi su nuovi tipi di insulina e farmaci sperimentali anti-diabete. Novo Nordisk ha illustrato i dati di fase III su liraglutide 3 mg, un analogo sperimentale del Glp-1 per il controllo del peso nei diabetici. Il farmaco, in combinazione con dieta e attività fisica, ha mostrato una perdita di peso statisticamente significativa e maggiore rispetto al placebo, in un gruppo di adulti obesi o in sovrappeso con diabete di tipo 2, seguiti per 56 settimane. "Perdere e controllare il peso è molto più difficile per le persone che non solo sono in sovrappeso, ma hanno anche il diabete", commenta Robert Kushner del Northwestern Comprehensive Center on Obesity di Chicago, giudicando "impressionanti i risultati della ricerca. C'è un reale bisogno di opzioni efficaci per le persone con obesità e diabete di tipo 2".

All'Ada, inoltre, Sanofi ha annunciato i risultati promettenti sulla terapia sperimentale iniettabile Toujeo*, che mostrano una significativa riduzione delle ipoglicemie di giorno e di notte rispetto a Lantus*. Toujeo è stata recentemente sottoposta all'Agenzia europea del farmaco, "e questo è un importante passo nell'ulteriore espansione del nostro portfolio di prodotti insulinici", commenta Pierre Chancel, senior VP Global Diabetes Division Sanofi.

Infine Gsk ha presentato nuovi dati di studi di fase III su albiglutide, un agonista del recettore del Glp-1 da assumere una volta a settimana. Ebbene, la riduzione del glucosio si mantiene fino a tre anni nei pazienti con diabete di tipo 2 che hanno continuato ad assumere la terapia.

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