cerca CERCA
Venerdì 12 Agosto 2022
Aggiornato: 16:54
Temi caldi

Imola (Cgil) a Poletti, su partite Iva aprire tavolo per regole

02 aprile 2014 | 13.10
LETTURA: 3 minuti

alternate text

Roma, 2 apr. (Labitalia) - "Giusto fare la lotta all'uso distorto delle partite Iva, e bene che gli ispettori del lavoro facciano le dovute verifiche. Ma questo non risolve affatto il problema delle tutele e dei diritti di questi lavoratori. Per questo chiediamo al ministro Poletti e al Governo l'apertura di un tavolo con i sindacati e le associazioni professionali per definire le regole di questa tipologia di lavoratori, che altrimenti rischiano di essere 'bastonati' due volte: dal datore di lavoro che li paga poco e dallo Stato che impone oneri di vario tipo, ma non assicura nessuna tutela e protezione sociale".

Lo dice a Labitalia Davide Imola, responsabile lavoro professionale della Cgil, commentando l'annuncio dato dal ministro Poletti di controlli più stringenti su collaborazioni e partite Iva.

Imola sottolinea, che, comunque "collaborazioni e partite Iva sono fenomeni completamenti diversi tra loro". "Tra i contratti a progetto e le co.co.co, secondo le stime di Isfol Plus -ricorda Imola- c'è una percentuale molto alta di uso improprio del contratto (dal 70 all'80%), mentre l'incidenza dell'abuso sulle 3.369.000 partite Iva è di circa l'11%, come dimostra uno studio dell'Osservatorio dei lavori dell'Associazione 20 maggio su base dati Istat." Insomma, spiega Imola "c'è uno stereotipo non vero che tutti i professionisti con partita Iva siano lavoratori dipendenti mascherati, mentre sono autonomi, purtroppo però senza tutele".

"Prendiamo il caso di un traduttore cha lavora da casa -dice Imola- si tratta di un lavoro qualificato, intellettuale e che difficilmente si fa da subordinato. Il problema è che questo traduttore ha visto ridursi i compensi da 30-40 euro a cartella a 15 euro, mentre sono aumentati altri oneri. E se perde il lavoro non ha nessuna protezione sociale."

Importante dunque stabilire al tavolo con il governo "una regola sull'equo compenso, discutere dell'aliquota previdenziale che a fine anno aumenterà, parlare di ammortizzatori sociali e, non ultimo, -aggiunge Imola- della necessità di un contratto scritto col committente, proprio per evitare abusi".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza