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Impeachment Napolitano, al via l'esame della richiesta presentata dal M5S

05 febbraio 2014 | 17.45
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Roma, 5 feb. - (Adnkronos/Ign) - Giovedì 6 febbraio alle 13.30 ci sarà l'ufficio di presidenza del comitato parlamentare per i procedimenti di accusa che mercoledì ha iniziato l'esame della richiesta di impeachment targata M5S contro il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Poi si fisserà una giornata, forse già lunedì prossimo, per proseguire con i lavori, probabilmente una giornata conclusiva.

Il dibattito ha avuto inizio con un braccio di ferro sui tempi che ha visto il presidente del Comitato, Ignazio La Russa, nei panni del mediatore. Ad accendere il dibattito l'intervento di Enrico Buemi, del Psi, che ha sostenuto che sarebbe "dannoso per gli interessi nazionali" soffermarsi sulla questione: "Non dico di procedere celermente, ma se ci sono le condizioni per chiudere facciamolo". Pronta la risposta della deputata 5 Stelle Giulia Grillo: "Quando si parla di 'danni per il Paese' - ribatte - si fanno delle valutazioni assolutamente soggettive, queste non possono essere utili per decidere se accelerare o decelerare il dibattito". Anna Rossomando, del Pd, propone una nottura giovedì, a partire dalle 20. "Quando si discute di pratiche istituzionali - dice - c'è l'esigenza di approfondire ma anche di agire tempestivamente", e in questo caso "parliamo della più alta carica dello Stato". Per questo, l'esponente dem propone di concludere i lavori del comitato "al massimo nella serata" di giovedì. Per Carlo Giovanardi, di Ncd, i tempi per procedere celermente ci sono di fronte a capi d'accusa "risibili e di cui denuncio sin da adesso la pochezza e la inconsistenza". "Vorrei che la parola tempestività - puntualizza il 5 Stelle Vito Crimi - non si traducesse in superficialità, con prese di posizioni già costituite". Ma Marco Di Lello, capogruppo del Psi alla Camera e componente dell'ufficio di presidenza, assicura che negli "ultimi 11 anni, ovvero dal 2002 ad oggi, i lavori del comitato si sono prolungati per 20 minuti al massimo, dunque si può prevederne la conclusione nella serata" di giovedì.

Brusii si levano dalle file dei 5 Stelle. La Russa chiarisce: "Non ho intenzione di strozzare il dibattito, ma non voglio interventi squisitamente dilatori. La proposta di lavorare in notturna non è accoglibile perché non voglio drammatizzare" la vicenda. "Ci sta, inoltre - aggiunge - che i colleghi dei 5 Stelle vogliano intervenire tutti". A proporre una giornata "dedicata" ai lavori del comitato è Dario Stefano, senatore di Sel e presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. Così La Russa sposa la proposta. Giovedì ''alle 13.30 ufficio di presidenza del Comitato - riassume - entro quell'ora chiudo le iscrizioni a parlare". "Domani (sempre giovedì 6 febbraio, ndr) in ufficio di presidenza - chiarisce - fissiamo una seduta di diverse ore, che potrebbe essere fissata venerdì o lunedì prossimo. In quella occasione esauriremo la discussione generale e valuteremo se procedere con la votazione o rinviarla a una terza seduta". Comunque, in linea di massima, "in tre sedute - compresa quella odierna - dovremmo farcela", afferma fiducioso. Così il comitato potrebbe chiudere la questione "già la prossima settimana". Quanto ai capi d'accusa mossi dai 5 Stelle contro il Presidente della Repubblica, La Russa non nasconde di nutrire "molte perplessità sulla costituzionalità degli argomenti addotti, ma rispettosamente aspetterò che si svolga la discussione generale".

Da segnalare che nella riunione dell'Ufficio di presidenza è stata respinta la proposta dei 5 stelle di trasmettere in steaming le sedute, che tuttavia verranno regolarmente diffuse con il sistema del circuito chiuso e attraverso il resoconto stenografico accanto a quello sommario. A chiedere la diretta della riunione era stato Beppe Grillo in un tweet postando una foto del Presidente al telefono con accanto la scritta: "Vogliamo sentire tutto!. Vogliamo la massima trasparenza!".

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