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Imprese: Confprofessioni, su fondi europei più chiarezza da governo e Regioni

01 ottobre 2014 | 10.29
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"I liberi professionisti possono essere ingranaggio e lubrificante di sviluppo delle politiche europee. La congiuntura è impietosa, ma non siamo in un vicolo cieco. Le politiche della Commissione europea mirano a mantenere e rafforzare un’economia produttiva basata sulla conoscenza. Ciò vale per i liberi professionisti quanto per gli imprenditori". Così il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, ha aperto i lavori del convegno 'Le risorse europee per i professionisti-protagonisti di innovazione e sviluppo', che si è tenuto ieri a Napoli nell’ambito della settimana europea delle Pmi promossa dalla Commissione europea.

"Il lavoro promosso dalla Commissione europea -ha spiegato- ha avuto il pregio di affermare che i professionisti rientrano, a pieno titolo, tra i destinatari dei fondi comunitari. È un’affermazione forte, alla quale purtroppo, non fa riscontro ad oggi una altrettanto chiara posizione del governo e delle Regioni italiane".

Stella ha sottolineato come fino al 2020 "ci sono 2,3 miliardi del programma Cosme (finalizzato a migliorare la competitività delle Pmi) e 80 miliardi di Horizon 2020 (per finanziare l’innovazione e la ricerca". "Lo stesso approccio che le istituzioni comunitarie hanno dedicato a sostegno delle imprese sino a oggi, deve essere dedicato alle attività professionali, tenendo conto che le stesse professioni si inquadrano in un contesto regolatorio differente (anche in ambito Ue) costituito principalmente dalle direttive Servizi e qualifiche professionali e dal diritto comunitario sulla concorrenza", ha concluso.

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