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Pandemia e aziende

Imprese, nel 2020 per controllate cala fatturato, bilanci in perdita e meno occupati

16 dicembre 2021 | 10.35
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Secondo un rapporto di CoMar, lo scorso anno le 33 società partecipate hanno registrato ricavi in calo del 19,8%, per la prima volta sotto ai 200 miliardi. Sono andati in rosso per 4,2 miliardi e la forza lavoro è calata del 2,3% con 10.950 unità in meno.

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Fatturato in calo per la prima volta sotto i 200 miliardi di euro, in diminuzione di 47,9 miliardi di euro (-19,8%). Torna il rosso, con perdite per 4,2 miliardi (-5%); 10.950 dipendenti in meno (-2,3%). Sono i risultati complessivi delle Società industriali e di servizi controllate dallo Stato, attraverso il ministero dell'Economia e Finanze, in un 2020 pandemico, al confronto del 2019, evidenziati nel Rapporto 'Le partecipazioni dello Stato. Analisi dei bilanci 2017-2020', curato dal Centro Studi CoMar e giunto alla terza edizione. Si tratta di 33 società che operano in più settori, dall’energia alla meccanica, all’aerospazio e alla telematica, dai trasporti alla logistica, all’immobiliare, all’ambiente e alla cultura. Tra queste, 12 quotate capitalizzavano da sole 168,4 miliardi, il 27,7% di tutta la Borsa Italiana a fine 2020. Esaminando i bilanci dal 2017 al 2020 delle 33 partecipate, "emerge come i risultati dell’ultimo anno siano stati fortemente condizionati dalla pandemia, talvolta aggravando situazioni già difficili e senz’altro interessando politiche dei dividendi, remunerazione, ruolo dello Stato-azionista", spiega il rapporto CoMar.

Nel dettaglio, il fatturato complessivo è stato di 193,5 miliardi di euro, in calo di 47,9 miliardi (-19,8%) sui 241,4 miliardi di euro del 2019; in diminuzione di 34,2 miliardi (-15%) anche sui 227,8 del 2017; considerando la ripartizione del fatturato per singoli settori di attività nel 2020, l’82,3% è realizzato in reti e infrastrutture, ripartito fra il 72,1% dell’energia e il 10,2% di trasporti e telecomunicazioni; il 14,3% è ascrivibile alla meccanica; quote di poco superiori all’1,5% per editoria, spettacolo, sport e per l’ict; dell’1% o anche meno per ambiente e territorio o per servizi alla Pa.

Il risultato di competenza ha registrato perdite per 4,2 miliardi di euro, a fronte di utili per 7,1 miliardi nel 2019, con un conseguente saldo negativo di 11,3 nel biennio. Il margine operativo netto è stato di 15,7 miliardi di euro, in forte peggioramento (11,1 miliardi; -41,2%) sui 26,8 miliardi di euro del 2019, ma anche sui 21,6 del 2017. Questo andamento, continua il rapporto, ha determinato il rapporto tra margine operativo netto e fatturato, che tra il 2019 ed il 2020 scende all’8,5%, dal 9,5% del 2017 è da oltre l’11% dell’ultimo biennio. Le conseguenze, infine, si riflettono anche per gli addetti: tra 2019 e il 2020 sono scesi di 10.950 unità, a 461.394, erano 457.000 del 2017, con un fatturato per dipendente di 420mila euro nel 2020, in discesa dai 511mila del 2019 ed anche dai 498mila del 2017.

Male anche l'indebitamento - Nel 2020 per le partecipate statali sono aumentati anche i debiti, in crescita di 8 miliardi, incassando +5,1% rispetto all'anno precedente. Nel dettaglio, si legge, i debiti finanziari, tra il 2019 e il 2020, sono aumentati del 5,1%, crescendo di 8 miliardi di euro da 157 a 165,1 miliardi. Un dato che rappresenta una crescita di oltre 35 miliardi sul 2017, per un +27% nel quadriennio. Il rapporto tra debiti finanziari e fatturato ne risente sensibilmente: nel 2020 supera l’85%, quando era solo del 55% nel 2017.

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