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Ricerca: in Italia astrofisica Savaglio, diventa docente ateneo Cosenza

20 agosto 2014 | 13.38
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Dopo 23 anni passati nei maggiori istituti scientifici del mondo e un gran numero di scoperte.

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Sandra Savaglio

Dopo 23 anni nei maggiori istituti di ricerca astrofisica del mondo, e un gran numero di scoperte sulle galassie lontane e quelle che ospitano esplosioni di raggi gamma oltre che sull’arricchimento di elementi pesanti del cosmo, alla ricerca dell’origine dell’universo, l'astrofisica Sandra Savaglio, in autunno lascerà il Max-Planck institute di Garching in Germania, per diventare professore ordinario all'università della Calabria a Cosenza.

La Savaglio andrà a insegnare in un ateneo nato nel 1972 sulle colline di Arcavacata, nell'area urbana di Cosenza, e cresciuto rapidamente in dimensione e qualità didattica fino a piazzarsi stabilmente al secondo posto nella classifica Censis, delle università italiane di medie dimensioni (20-40.000 studenti).

Una scommessa del rettore Gino Crisci ma anche e soprattutto per Sandra Savaglio che lascia il maggior polo europeo dell’astrofisica e si aspetta "di avere a disposizione delle risorse umane (ovvero studenti e giovani ricercatori), e per quello non c’è crisi economica che regga", perché "in Calabria le risorse umane nel campo della ricerca scientifica su cui la regione investe spesso alimentano importanti istituti di ricerca stranieri, con un limitato ritorno per l’Italia. Questo e’ un danno immenso per il paese".

Un rientro che coincide anche con il premio Casato Prime Donne che le verrà consegnato domenica 14 settembre a Montalcino (Siena). Un riconoscimento ai suoi meriti di scienziata ( 160 pubblicazioni nelle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, come Nature e Astrophysical Journal) e al suo coraggio civile, sono alla base della scelta della giuria del premio Casato Prime Donne composta da Francesca Cinelli Colombini (presidente), Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione.

Sandra Savaglio è 'un cervello' che torna, è anzi 'il cervello' che torna visto che, nel 2004, Time le dedicò la copertina facendone il simbolo delle star della scienza che lasciavano l’Europa. Un esempio per l’universo femminile ma anche e soprattutto per il mondo scientifico italiano.

"Ho sempre fatto quello che la gente -riporta la dedica che Sandra Savaglio lascerà a Montalcino- non si aspettava da me come donna: la scienziata, lo sport, la difesa di chi non ha voce, contro gerarchie di cui in tanti hanno smisurato rispetto. Non per la mia gloria, ma perché quello mi sembrava la cosa più giusta per me e per i valori che ho imparato dalla mia terra. Una sfrontatezza che, consapevole, avrei pagato a mie spese".

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