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In sala operatoria con i Google glass, prima volta in Italia

16 aprile 2014 | 16.35
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(Adnkronos Salute) - Camice, bisturi e Google glass. Gli occhiali intelligenti del colosso di Mountain View debuttano per la prima volta in una sala operatoria italiana, a Milano. A 'inforcarli' saranno i cardiochirurghi dell'Istituto clinico Humanitas di Rozzano, primo ospedale del Belpaese a testare nella pratica la nuova 'tecnologia da indossare'. In questo momento i Google glass serviranno a formare i medici, ma il futuro è già dietro l'angolo, assicurano dall'Irccs del capoluogo lombardo. Perché gli occhiali intelligenti potrebbero diventare uno dei 'ferri' del mestiere: uno strumento 'a mani libere' che permetterà al chirurgo di visualizzare sulla lente i dati clinici del paziente prima, dopo e durante l'operazione, e prendere decisioni sempre più tempestive, condividendo informazioni e 'visioni' con i colleghi. Oggi a Milano, quello che solo il medico vede mentre opera in sala sarà visibile a tutti attraverso l'occhio virtuale. Da una parte gli specialisti che assistono all'intervento in diretta in una sala training, dall'altra il chirurgo che opera e trasmette, grazie a comandi vocali, quello che osserva attraverso i suoi Google glass. Scuola hi-tech per camici verdi 2.0. A fare da apripista il Corso di emodinamica e cardiologia interventista. Il progetto è stato presentato oggi all'Humanitas con Rokivo e Vidiemme, le due aziende specializzate nello sviluppo tecnologico che, per prime, hanno portato in Italia i prototipi di Google glass. "Avere il punto di vista del medico impegnato in un delicato intervento chirurgico, soffermarsi sui movimenti delle sue mani ed osservare quello che gli sta intorno in sala, dai monitor allo staff di infermieri che lo supportano, ha un'importante finalità didattica e formativa - spiega Patrizia Presbitero, responsabile di Emodinamica e Cardiologia interventistica in Humanitas - Dà infatti un'idea molto chiara di come un operatore esperto si muove, dei suoi gesti e di quello che osserva durante un intervento complesso". I Google glass, osserva l'esperta, "sono uno strumento agile da indossare e non disturbano il campo visivo, perché lo schermo non è centrale ma laterale e permettono di concentrarsi sul paziente e l'operazione stessa". Lo schermo creato è un rettangolo di 640x360 pixel, flottante e semitrasparente posizionato in alto a destra del campo visivo ed equivalente ad uno schermo da 25 pollici alla distanza di 2,5 metri. I 'glass' hanno esordito nei giorni scorsi durante uno dei periodici corsi di superspecializzazione organizzati da Presbitero e dalla sua équipe. Gli scenari futuri? In situazioni di emergenza o in caso di applicazione di procedure particolarmente complesse, spiegano dall'Humanitas, i Google glass potranno essere utilizzati per assistere i professionisti in prima linea. Gli anestesisti, ad esempio, potrebbero beneficiarne durante un intervento rianimatorio per avere una visione in tempo reale, ancor prima di arrivare sullo scenario operativo, dei parametri vitali (battito cardiaco, pressione e saturazione) del paziente e consultare, attraverso comandi vocali, la cartella di anamnesi, il risultato degli esami ed eventuali rilievi obiettivi del personale sanitario già attivato. E poi c'è il fattore interazione: chirurghi che comunicano fra loro, in sale operatorie sempre più 'integrate', dove più tecnologie fanno parte dell'inventario a disposizione dei camici. "Il chirurgo, durante l'intervento - spiega Michele Lagioia, direttore sanitario di presidio - si troverà facilitato nella consultazione delle informazioni relative al paziente grazie ai dati proiettati sulle lenti dei glass che gli permettono anche di concentrare maggiormente l'attenzione su alcuni parametri, ritenuti in quel momento di particolare aiuto". La tecnologia da indossare come i Google glass, assicura Giulio Caperdoni, Coo di Vidiemme Consulting, "si presta per un utilizzo hands-free, non ingombrante e rapidamente attivabile ove necessario. Lo strumento risponde a comandi vocali o impartiti tramite un semplice gesto sul touchpad della stanghetta destra per la consultazione di dati e informazioni. La modalità di interrogazione vocale evita di contaminare la scena operatoria". Ad oggi i Google glass - equipaggiati con una telecamera che permette sia di registrare video che condividere la propria prospettiva, un microfono con riconoscimento vocale, un sistema di audio a trasduzione ossea, un giroscopio, sensori di prossimità, un accelerometro e un magnetometro - sono presenti solo in un ristretto numero di prototipi. Permettono di eseguire una serie di operazioni come fare foto, video e ricerche su Internet, utilizzare il navigatore Gps, mandare messaggi ed email, telefonare, tradurre, orientarsi con la bussola. Ma possono anche essere personalizzati con l'aggiunta di App sviluppate ad hoc, e acquisire nuove funzionalità e comandi. Nel novembre del 2013 con il rilascio del Kit di sviluppo (il Gdk), Google ha dato pieno accesso al suo dispositivo permettendo alla comunità dei developer di creare nuove applicazioni, sfruttando a pieno tutti i 'sensi' del device.

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