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Lavoro: in un ebook Adapt le relazioni di prossimità nel mondo 4.0

02 gennaio 2017 | 09.32
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Un ebook sulla fine del 'diritto pesante' del lavoro nella quarta rivoluzione industriale e sulle novità introdotte dal nuovo contratto collettivo dei metalmeccanici e dall'intesa per la contrattazione nel pubblico impiego. Lo ha pubblicato Adapt nella serie Labour Studies, e si intitola "Le relazioni di prossimità nel lavoro 4.0 - Atti integrati e rivisti del seminario La fine del diritto pesante del lavoro nella quarta rivoluzione industriale".

A curarlo sono stati Maurizio Sacconi, già ministro del Lavoro e ora presidente della Commissione Lavoro del Senato ed Emmanuele Massagli, presidente di Adapt, associazione senza fini di lucro, fondata da Marco Biagi nel 2000 per promuovere, in una ottica internazionale e comparata, studi e ricerche sul diritto del lavoro. Nell'ebook testi e interventi di Giuseppe Bertagna, Simone Bressan, Mariano Corso, Roberto Pessi, Michele Tiraboschi, Luca De Compadri, Francesco Saverio Violante, Maurizio Stirpe, Contratti e produttività, Stefano Franchi, Rivoluzione metalmeccanica, Marco Bentivogli, Giuseppe Farina, Ilaria Armaroli, Giovanni Faverin, Francesco Verbaro.

"Il presupposto comune a tutti i contributi -scrive Sacconi nell'introduzione- è la rivoluzione diffusa e geometricamente crescente nei modi di consumare, produrre, lavorare, ovvero nei modi di vivere, indotta dalle nuove tecnologie digitali. Esse aprono all’uomo nuove praterie della conoscenza e dell’azione. Possono diventare ragione di esclusione di molti dal lavoro, ma questo destino non è per nulla scontato. Si tratta ancora una volta di governare le novità continue affinché risultino massimi gli effetti positivi e minimi quelli negativi".

"A questo scopo diventa preliminare assumere, per convinzione o per convenzione, una sorta di antropologia positiva a riferimento di ogni politica pubblica. Non solo l’uomo in sé come misura di ogni azione, ma la visione di un uomo che non è lupo verso i propri simili, che anzi ha una innata attitudine alla relazionalità, soprattutto quando lavora o dà forma a un’impresa. Solo liberando e capacitando ciascuna persona, la metteremo in condizione di dominare una tecnologia disegnata per sostituire l’intelligenza umana", scrive Sacconi.

"Ci deve aiutare un elementare principio di realtà, un metodo di osservazione e di esperienza. Ancor più nelle transizioni risulta pericolosa l’illusione di poter orientare le azioni umane in base a formule meccaniche. Nessuna tecnologia potrà mai sostituire il cuore degli uomini. È necessario essere positivi, non positivisti. La fiducia nel progresso è fiducia nell’uomo e nella sua capacità di piegare ogni parto della sua intelligenza alle sue stesse esigenze", aggiunge Sacconi.

Insomma, spiega l'ex ministro del Lavoro, non sono gli algoritmi che salveranno il mercato del lavoro e sostituiranno le relazioni umane. "L’Italia è terra di piccole e medie imprese nonché, da sempre, di lavoro creativo che spesso si mette in proprio -sottolinea Sacconi-. Anche per questo sedimento la rivoluzione digitale avvicina e confonde sempre più i lavori, come preconizzava Marco Biagi. Dipendenti e indipendenti. Pubblici e privati. Perché tutti i lavori ora, con le nuove tecnologie e i processi orizzontali che determinano, si orientano a obiettivi e risultati, si sostengono con l’apprendimento continuo da fonti formali e informali, sono soggetti a fragilità cui devono corrispondere tutele personalizzabili in relazione ai diversi bisogni di ciascuno e di ciascuna fase di vita".

Spesso si avanza la critica che le pmi sono un limite per lo sviluppo italiano ed ancor più lo saranno nella nuova dimensione tecnologica. "Premesso che in ogni caso questo è il nostro punto di partenza e che nessuna ingegneria politica lo potrebbe immediatamente modificare -dice Sacconi- , il risveglio della diffusa attitudine imprenditoriale può invece, ancora una volta, dare risultati straordinari".

"Dobbiamo riorientare le attività educative e formative a risvegliare creatività e cultura del rischio. Aggiungo che il sistema bancario ha il dovere di individuare i modi con cui riportare nei territori, in prossimità, la valutazione del merito di credito affinché ciascuno sia incoraggiato ad avere idee ed a cercare di realizzarle. Così come dobbiamo attrarre capitale di rischio non sottovalutando, nella tradizione del nostro capitalismo popolare, le modalità di crowdfunding. Dobbiamo ripartire dal particolare e dalle situazioni concrete non dai modelli astratti", esorta Sacconi.

Nella contrattazione è significativa poi "la trasformazione che proprio i metalmeccanici hanno saputo fare del loro tradizionale contratto collettivo nazionale". "Se ieri esso era uno strumento pesante e invasivo,-osserva Sacconi- che dettava alle più diverse imprese anche i minuti comportamenti e regolava incrementi retributivi egualitari, oggi è diventato soprattutto la cornice rivolta a capacitare e incoraggiare accordi adattivi di prossimità nelle aziende, nei territori, nelle filiere. In particolare, non solo indica la via con cui incrementare i salari collegandoli ai risultati anche ove non vi sono rappresentanze sindacali (e senza pretenderle), ma sollecita sperimentazioni che connettano il concreto accesso alle abilità e alle competenze con una interpretazione dinamica degli inquadramenti professionali".

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