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Energia: in un libro le '105 buone pratiche'

03 gennaio 2017 | 16.23
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(Fotolia)

"I margini di intervento nel campo dell’efficienza energetica sono molteplici e le potenzialità ampie e diversificate. Gli esempi vanno dalla mobilità all’illuminazione, dall’edilizia ai processi industriali". È quanto si legge nell’introduzione di Gianni Silvestrini al libro “105 Buone pratiche di Efficienza Energetica Made in Italy” (Edizioni Ambiente, Collana KyotoBooks) a cura del gruppo di lavoro “Efficienza Energetica” di Kyoto Club.

Il libro, disponibile dal 12 gennaio e che sarà presentato a Roma il 26 gennaio, presso la sede della Rappresentanza della Commissione europea, presenta 105 esperienze reali legate all’efficientamento energetico, meritevoli per qualità e innovazione e risultati raggiunti con l’obiettivo di farle conoscere, divulgare, sostenere e replicare, orientando in modo virtuoso anche policy, normazione e finanziamenti a livello nazionale.

I casi virtuosi raccontati da Kyoto Club sono correlati all’efficienza energetica in tutti i contesti: industriale o terziario; nella riqualifica energetica di edifici, residenziali e non residenziali; nei servizi e nella consulenza energetica; nella comunicazione, formazione o didattica; in ambito normativo, finanziario o economico; nella pubblica amministrazione.

"Per il settore dell’efficienza energetica in Italia si stima un volume d’affari medio annuo di circa 5.200 milioni di euro. Si tratta di una filiera di eccellenza, differenziante per il nostro Paese - sottolinea Laura Bruni, coordinatrice del gruppo di lavoro "Efficienza energetica" di Kyoto Club e direttore Affari Istituzionali Schneider Electric - Diffondere esperienze concrete, innovative e replicabili di efficienza energetica significa incrementare concretamente uno sviluppo economico sostenibile e la competitività italiana".

Le politiche di efficienza energetica possono avere benefici, aggiuntivi rispetto alla riduzione dei consumi energetici: "sulla crescita economica con variazioni sul Pil dell’ordine di 0,25-1,1% annuo e con un potenziale di creazione di posti di lavoro che varia da 8 a 27 posti annui per ogni milione di euro investiti”, spiega Ilaria Bertini, direttore aggiunto Utee di Enea.

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