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Imprese: Inail, irregolare 87,5% aziende ispezionate nel 2014

09 luglio 2015 | 14.51
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Su 23.260 attività controllate

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Nel 2014 sono state controllate 23.260 aziende (il 72% del terziario, il 24% del settore industria) e l’87,5% è risultato irregolare. E' quanto ha detto oggi il presidente dell'Inail, Massimo De Felice, presentando la Relazione annuale 2014 dell'Istituto. "Sono stati regolarizzati 59.463 lavoratori (meno del 15% rispetto al 2013) -si legge- di cui 51.731 irregolari e 7.732 in nero. E' un grande lavoro svolto dai circa 350 ispettori". "I risultati confermano -ha sottolineato- la qualità della procedura informatica di business intelligence che sostiene l’attività ispettiva: consente l’individuazione efficace del nucleo di imprese critiche da ispezionare, fornisce analisi dettagliate sull’esito delle ispezioni".

Per l’Inail, le ispezioni "hanno finalità particolare: sono anche componente rilevante e integrata nel processo complessivo di controllo e valutazione dei rischi (forniscono conoscenza sulla rischiosità delle lavorazioni effettuate dall’impresa, strutturalmente utile per altre numerose azioni gestionali)".

"E' una finalità d’altra parte riconosciuta nel 'Quadro strategico dell’Ue in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014-2020', dove si auspica - ha ricordato - un’attività ispettiva capace anche di sostenere il ruolo di consulenza nei confronti del mondo della produzione, migliorando la cultura degli ispettori del lavoro per poter “effettuare correttamente ispezioni incentrate sui rischi”.

Le osservazioni metodologiche che l’Inail "ha rivolto preliminarmente allo schema di decreto legislativo sulla razionalizzazione e semplificazione dell’attività ispettiva - ha spiegato - sono state finalizzate a ribadire proprio questi due aspetti: l’importanza dell’integrazione funzionale tra ispezioni e gestione; la tutela dell’efficacia delle procedure informatiche a sostegno delle ispezioni (che potrebbe ridursi senza un’accorta, tempestiva e costosa ri-progettazione delle basi dati e delle fasi di elaborazione)". "Già soltanto questi -ha ribadito il presidente De Felice- sono aspetti che preoccupano, e rendono davvero delicato il progetto di esternalizzazione dell’attività ispettiva".

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