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Confindustria: Boccia inaugura nuova sede della federazione Moda

15 maggio 2018 | 18.12
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Taglio del nastro sede Confindustria Moda

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, e il presidente di Confindustria Moda, Claudio Marenzi, hanno inaugurato oggi la nuova sede che accoglie tutte le associazioni di categoria che da marzo del 2017 sono state riunite sotto un unico cappello confindustriale -e dunque Aimpes, Aip, Anfai, Assocalzaturifici, Federorafi, Smi e Unic- in via Villasanta a Milano. I nuovi spazi, appartengono a un immobile storico. Un tempo apparteneva a Nicky Chini, che negli anni quaranta fondò il marchio Nicky in quella che era la sua casa e il suo luogo di lavoro.

"Un modello associativo che fa sistema insieme a una dimensione di filiera, tra tante nostre categorie. Un modo di rappresentare il paese, partendo da un grande tessuto industriale che è il sistema moda Italia in una sede comune che vuole rappresentare gli interessi e anche una dimensione industriale rilevante del nostro paese" ha commentato Boccia.

La nuova sede, il cui rogito risale allo scorso 7 aprile, è stata ristrutturata in tempi record, tra agosto 2017 e gennaio 2018. A dicembre ha iniziato ad accogliere le prime associazioni e oggi i traslochi sono terminati. Via Villasanta 3 ospita dunque le associazioni aderenti a Confindustria Moda, con la sola eccezione dell'Unione nazionale industria conciaria, le rispettive società di servizi e le fiere ad esse collegate, oltre agli uffici della federazione stessa al terzo piano del palazzo. Tre le aree principali di attività, ha evidenziato Marenzi, in occasione della presentazione dei nuovi uffici: "l'area legale, l'area sindacale e il centro studi. Vogliamo diventare il punto di riferimento per tutti i dati sulla moda". Confindustria Moda vuole lavorare anche per la "internazionalizzazione delle imprese associate, in particolare "in direzione di quei Paesi dove oggi le fiere non arrivano".

Intanto il settore ha chiuso il 2017, secondo le stime preliminari, con un giro d'affari di 94,2 miliardi di euro, registrando un incremento del 3,2%. Il complesso manifatturiero rappresentato da Confindustria Moda vede attive sul territorio nazionale 66.751 aziende, che occupano quasi 581mila addetti. L'export si attesta a 61,8 miliardi di euro, registrando una crescita del 5,2%. Tra i best performer, ovvero interessati da un incremento a doppia cifra, i comparti della pellicceria, pelletteria e oreficeria. Meno marcati gli incrementi degli altri settori, tessile e calzature, che registrano una crescita del 3,5%. Aumento del 2,4% per l'occhialeria. I flussi in entrata superano i 34 mld di euro (+3,1%). Il.surplus commerciale nel 2017 è di 27,7 mld. Il saldo attivo guadagna oltre 2 mld (+7,9%). Con riferimento alle macro aree geografiche, la Ue copre il 47,8% dell'export a valore, mentre assicura il 44% dell'import. In maniera complementare, il complesso delle aree extra-Ue assorbe il 52,2% dell'export, mentre vede originare il 56% dell'import.I paesi più performanti sono Francia (+5,7%), Germania (+3,7%), Regno Unito (+4,1%) e Spagna (+5%). In ambito extra Ue, la Svizzera cresce del 17,2%. Moderata la crescita dell'export verso gli Stati Uniti (+0,8%) per un totale di 5,4 mld. Con riferimento al Far East, Hong Kong cresce del 3,2% a 3,8 mld, la Cina +14,1% a 2,2 mld, la Corea del Sud +8,5% a quota 1,4 mld. Di contro il Giappone flette del 2,9%. La Russia dopo le perdite del biennio 2014-15, prosegue nel recupero accelerando del 12,4% e risalendo a 1,7 miliardi. La Cina resta il primo fornitore nonostante il lieve calo dell'1,3% con 6,8 mld di euro, ovvero il 20% del settore.E per l'anno in corso i vertici dei categoria si mostrano cauti: "il 2018 è un anno con molti punti interrogativi, considerato comunque che veniamo da un anno molto positivo" evidenzia Marenzi. Tra le ragioni di un possibile "rallentamento" vengono indicate le tensioni internazionali, l'aumento del greggio, il tema dei cambi e lo stallo politico italiano. "I numeri ancora non ci sono - sottolinea il presidente di Confundustria Moda - ma siamo molto cauti per i tanti problemi ai quali stiamo assistendo. Problemi tra paesi e paesi, tra Unione Europea e Usa per via delle sanzioni, tra l'Italia e la Russia".

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