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Welfare: Inca, necessario rafforzare ruolo patronati

06 luglio 2017 | 16.30
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E' necessario rafforzare il ruolo dei patronati in Italia. Questo è quanto emerso oggi, a Roma, nel corso della tavola rotonda organizzata dall'Inca, il patronato della Cgil, in occasione della presentazione del Bilancio sociale 2016. "Con la presentazione di questo bilancio -ha detto Claudio Di Berardino, membro del collegio di presidenza dell'Inca- cerchiamo di comunicare gli esiti di quanto effettivamente fatto. L'obiettivo è quello di far conoscere la missione istituzionale del nostro mandato che, negli ultimi anni, opera in un contesto molto preoccupante anche per il venire meno degli ammortizzatori sociali".

"Il Jobs act -ha sottolineato- non ha invertito il rapporto tra i contratti a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato, con la conseguenza di alimentare le condizioni di precarietà. Crescono le disuguaglianze, la povertà e anche la solitudine. Per questo c'è bisogno di rafforzare i patronati, facendo fronte però al problema dei fondi e ai rimborsi che riescono a coprire solo il 30% delle richieste".

Una situazione, questa, ricordata anche da Marzia Valeri, del ministero del Lavoro-direzione generale per le Politiche previdenziali e assicurative, rapporti con gli istituti di patronato: "Le problematiche legate al taglio dei finanziamenti ci sono. Al di là delle tecnologie che aiutano i cittadini a usufruire dei servizi, quello di cui le persone hanno bisogno sono le informazioni e le rassicurazioni date degli operatori del patronato".

Per questo, secondo il presidente del Cnel, Tiziano Treu, "l'idea di realizzare e diffondere il bilancio sociale è importante ed utile, e sta prendendo piede anche tra le imprese". "Il lavoro dell'Inca è quello di rendere accessibili tutti quei servizi che, nella crisi che si sta attraversando, si sente il bisogno. C'è ancora tanta incertezza tra i cittadini che richiede una facile accessibilità e trasparenza dei servizi richiesti", ha detto.

Una richiesta che, secondo Nino Baseotto, segretario confederale della Cgil, "è soddisfatta dall'Inca, grazie alla professionalità degli operatori". "Il dato rilevante - ha osservato - è che i collaboratori e i lavoratori dell'Inca hanno competenze che vengono aggiornate continuamente, oltre alla capacità di sapere accogliere. L'Inca non è la dependance né dell'Inail né dell'Inps, ma è protagonista dei servizi che ogni giorni riesce a dare".

"La crescita crescente dei bisogni delle persone -ha sottolineato- può essere soddisfatta dalle tutele e dalle risposte del patronato. Nelle nostre sedi accogliamo chi ci chiede aiuto per i diversi bisogni sociali che avvertono. L'ascolto è una grande funzione sociale che vanta il patronato che riesce così anche ad aumentare la consapevolezza sociale di chi sta di fronte allo sportello. E' dunque arrivato il momento di alzare la voce e di dire che il nostro lavoro ha un grande valore sociale".

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