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Sicilia, ancora allerta per rischio incendi e ondate di calore

31 luglio 2021 | 14.35
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Musumeci chiede a Draghi stato di mobilitazione della Protezione Civile. Il governatore: "Dipendesse da me carcere a vita per i piromani"

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Ancora un'allerta della Protezione civile regionale per il rischio incendi e ondate di calore sulla Sicilia. Domani, domenica 1 agosto, è previsto un livello di allerta arancione su tutta l'isola e rossa per le province di Catania e Caltanissetta. Allerta rossa anche per le ondate di calore su Catania e Palermo dove la temperatura percepita sarà di 39 gradi.

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha chiesto al premier Mario Draghi la dichiarazione dello stato di mobilitazione del servizio nazionale di Protezione Civile per l'emergenza incendi sull'isola. La richiesta, si legge in una nota della presidenza della Regione, "si è resa necessaria di fronte al grave rischio di incendi dovuto alla eccezionale situazione meteoclimatica che interessa l’Isola".

Il riconoscimento dello stato di mobilitazione determinerebbe un concorso straordinario di risorse extra-regionali sia in termini di uomini che di mezzi appartenenti ai Vigili del fuoco e al volontariato. Nella mattinata, Musumeci è stato in contatto con il capo della Protezione Civile nazionale Fabrizio Curcio per sollecitare l’adozione del provvedimento. Poco prima, il governatore, assieme al capo della Protezione Civile regionale Salvo Cocina e al responsabile provinciale Giovanni Spampinato, ha fatto un sopralluogo nell’area della Plaja di Catania dove ieri pomeriggio le fiamme, partite da terreni incolti, hanno distrutto alcuni stabilimenti balneari.

"Abbiamo decine e decine di ferite in questa estate in Sicilia e dobbiamo fare i conti anche con questa calamità. Calamità in parte dovute a fatti naturali, 45 gradi a luglio non si registravano da tantissimo tempo, e dall’altro ad una pattuglia di delinquenti che si divertono a lanciare segnali attraverso l’attività del piromane" ha detto Musumeci all’Adnkronos. "Il carcere per certa gente - ha aggiunto riferendosi ai piromani - è previsto, purtroppo per sei mesi un anno. Dipendesse da me sarebbe a vita. E non butterei nemmeno le chiavi. Le terrei perché le celle ogni tanto vanno pulite".

“Alle 17 abbiamo convocato l’unità crisi per contestualizzare la richiesta di supporto della regione Sicilia e abbiamo attivato un’azione di supporto. Stiamo lavorando per mandare squadre da terra. Dal 15 giugno a oggi abbiamo avuto 558 richieste di intervento aereo di cui il 35% in Sicilia e il 20% in Calabria. Di queste 558 il 33% è avvenuta solo nell’ultima settimana. Al momento abbiamo 30 richieste di concorso aereo: 12 dalla Sicilia e 5 dalla Calabria” ha detto il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio in merito alla situazione degli incendi in Sicilia.

“Quello degli incendi - ha detto Curcio - è un fenomeno annuale disastroso per il nostro Paese e per i nostri boschi. Faccio un plauso per colleghi che lavorano da terra e aria per incendi. Quando le Regioni non riescono a intervenire richiedono mezzi aerei dello Stato. Abbiamo 30 mezzi di cui 15 canadair distribuiti su 16 basi. I mezzi vengono spesso distribuiti sulla base della necessità: ora per esempio i mezzi al nord vengono dislocati al sud dove serve. A questi mezzi si aggiungono quelli del meccanismo europeo. Con la Francia c’è un consolidato scambio di mezzi: questa attivazione è avvenuta per incendi in Sardegna”.

“La responsabilità nella prevenzione, nel controllo e nella macchina di contrasto degli incendi è regionale. Quando non ce la fanno da sole, le Regioni chiedono il nostro intervento, ma alcune hanno corpi forestali autonomi. Noi comunque andiamo avanti per la richiesta di supporto alla Sicilia”, ha concluso il capo della Protezione Civile.

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