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Incendi, si contano i danni ad Arbus: allevamenti e strutture ricettive devastate

05 luglio 2014 | 11.54
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Oltre 2mila ettari andati in cenere e milioni di euro di danni: il Comune delibera lo stato di calamità

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È il giorno della conta dei danni, the day after ad Arbus, nel Medio Campidano, il bellissimo paesaggio di boschi e cime di granito si è tristemente trasformato in un paesaggio lunare, nero, un deserto di cenere dopo l'incendio scoppiato giovedì che ha tenuto impegnati per oltre 24 ore uomini e mezzi. Querce secolari trasformate in tristi candelabri di carbone, rocce bianche (che paradossalmente è il nome di un agriturismo danneggiato dalle fiamme) sulle quali si riflettevano i raggi del sole, sono ora paragonabili ad un posacenere sporco.

Tra gli alberi e i cespugli della macchia nobile mediterranea capre, pecore e qualche cervo, arsi dalle fiamme. Uno spettacolo desolante, opera certamente dell'uomo, non hanno dubbi gli inquirenti, di una mente criminale che ha sfruttato scientificamente ed in modo perverso le sue conoscenze degli effetti del vento di scirocco per appiccare un incendio in diversi punti della strada provinciale 16 che collega Guspini, Arbus e Gonnosfanadiga. Risultato: oltre 2mila ettari andati in cenere e milioni di euro di danni.

Il pomeriggio di giovedì era un inferno ideale per appiccare le fiamme: umidità oltre il 70%, vento teso di scirocco, la temperatura a 35 gradi e il bosco trasformato un immenso serbatoio di carburante. C'è voluto poco: appiccare le fiamme in due, tre punti ben precisi (dove sono state trovate le origini dell'incendio) e scappare lontano in auto, con tutto il tempo per allontanarsi e magari godersi il triste spettacolo, al sicuro dalle fiamme e dalla giustizia. Oltre duemila ettari di bosco e macchia distrutti, oliveti, orti, vigne, aziende agricole, agriturismo e case coloniche. Danni anche alle comunicazioni telefoniche e alle linee elettriche.

I danni ad Arbus non sono ancora quantificabili, se non dopo un attento censimento delle attività distrutte. Ci vorrà del tempo, ma l'Amministrazione comunale, fanno sapere all'Adnkronos il sindaco Francesco Atzori e il vice Gianni Lampis, ieri ha deliberatolo stato di calamità.

''Il comune ora ha dieci giorni dall'evento calamitoso - spiegano Atzori e Lampis - per comunicare i danni alla Regione sarda. Nel frattempo abbiamo attivato il bando per la comunicazione ufficiale dei danni da parte dei cittadini''.

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