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Incontro Di Maio-Salvini

25 luglio 2019 | 14.39
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I due vicepremier a Palazzo Chigi, il vertice durato un'ora. Il leghista: "Andare avanti, ma non temiamo elezioni". Conte: "Io alla ricerca di un'altra maggioranza? Fantasia"

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(Afp)

E' durato un'ora l'incontro a Palazzo Chigi l'incontro tra i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Nel corso della riunione, i due vice hanno fatto il punto della situazione alla luce degli avvenimenti dell'ultima settimana. Si tratta del primo incontro dall'11 luglio scorso, quando Di Maio e Salvini si videro durante il vertice sull'autonomia.
Intanto, uscendo a sorpresa da Palazzo Chigi per mangiare con il suo staff, il premier Giuseppe Conte ha risposto così ai cronisti che gli hanno chiesto di fermarsi: "Dobbiamo lavorare, non chiacchierare". Passo svelto, inseguito da cameraman e fotografi, il presidente del Consiglio - oggi nel mirino di Salvini per le parole sul caso Russia - si è allontanato quando era ancora in corso il pranzo tra i suoi due vice.
Poi, terminato il pranzo, Conte incalzato dai cronisti ha sottolineato: "E' una cosa assolutamente fantasiosa che possa cercare in Parlamento maggioranze alternative. Voliamo alto". E sulle dichiarazioni del responsabile del Viminale, Conte ha assicurato: "Non le ho lette, non ho avuto modo di vedere il video. Ma che io possa andare in Parlamento a cercare una maggioranza alternativa... quando invece, come è ben chiaro, andrei in Parlamento per trasparenza nei confronti dei cittadini e delle istituzioni..".
E ancora: "E' assolutamente fantasiosa l'ipotesi che viene ventilata che io voglia formare un partito. Signori, vi invito a non fare i peggiori ragionamenti della Prima Repubblica, restituiamo alla politica la sua nobiltà e voliamo alto".

"Non ho visto Conte, ma sono d'accordo sul fatto che bisogna lavorare e andare avanti", ha replicato il leader del Carroccio rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di un convegno. "Siamo una forza libera, che è al governo per il bene del Paese. Finché abbiamo certezza che il Paese si può cambiare dal punto di vista del taglio delle tasse, della riforma della giustizia e del lavoro andiamo avanti. Nessuno ci costringe a stare al governo, altri partiti e parlamentari evidentemente hanno il terrore di andare a elezioni, noi no. Finché si può sbloccare il Paese noi rimaniamo qua". E sull'incontro con Di Maio, il vice ha aggiunto: "Ho parlato di opere pubbliche, Tav".

"Io non litigo mai con nessuno, se il governo fa il governo va avanti", ha poi ribadito. "Aver sbloccato Tav e altre opere è un buon segnale - ha rilevato - ma voglio ancora capire qual è l'idea di manovra economica". L'ok di Conte all'alta velocità? "Si vede che avrà studiato tutti i dati e avrà capito quello che noi sapevamo da tempo. Io bado alla sostanza, un "Cipe’ come quello di ieri vale settimane di fegato ingrossato".

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