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Incontro tra Anci e governo, decreto Enti locali sarà al prossimo Cdm

13 maggio 2015 | 09.06
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Soddisfatti i primi cittadini. "Su molte questioni è stata trovata una soluzione positiva e sono state accolte le nostre proposte", ha commentato il presidente Piero Fassino. Non ci saranno sanzioni per le città metropolitane che hanno ereditato lo sforamento del patto di stabilità. Sulla quantità delle risorse per il Fondo compensativo Imu-Tasi il governo si è riservato un approfondimento

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(Il presidente dell'Anci Pieroo Fassino - Infophoto)

Il decreto enti locali sarà all'esame del prossimo Cdm. E' quanto è emerso al termine dell'incontro tra una delegazione dell'Anci e il governo. Soddisfatti i sindaci che hanno incassato l'ok a molte loro richieste: "E' stato un incontro molto utile e molto positivo. Su molte questioni oggetto del confronto è stata trovata una soluzione positiva accogliendo proposte e richieste dell'Anci", ha commentato il presidente dell'Anci Piero Fassino.

Le soluzioni raggiunte consentono di redigere i bilanci "in una situazione di maggiore certezza finanziaria", ha spiegato Fassino annunciando che "il governo intende presentare il decreto al primo Cdm utile". Tra i punti su cui si è trovato un accordo, la rinegoziazione "dei mutui contratti per usarli per la spesa corrente". Non ci saranno sanzioni alle città metropolitane, ha poi continuato Fassino "che hanno ereditato lo sforamento del patto di stabilità da precedenti amministrazioni". "C'è l'impegno del governo a coprire le spese di quel personale che avrebbe già dovuto essere mobilitato verso le amministrazioni statale e regionali - ha precisato - e invece continua a essere a carico delle città metropolitane e degli enti di secondo livello". Il quadro continua a essere "di sforzo chiesto ai Comuni oneroso e non semplice - ha concluso Fassino - ma le misure vanno nella direzione di agevolare la gestione quotidiana della vita dei Comuni".

Resta ancora da sciogliere il nodo delle risorse che dovranno essere destinate al Fondo Imu-Tasi. I Comuni hanno chiesto di reintrodurre il Fondo e di finanziarlo con 625 mln di euro per evitare un minore gettito per 1800 Comuni nel passaggio dall'aliquota Imu a quella Tasi. La trattativa sull'entità dei fondi è tuttavia ancora in corso. "Sul Fondo Imu-Tasi il governo riconosce la giustezza della richiesta quanto al 'quantum' si è riservato di approfondirlo anche in relazione al nuovo scenario della sentenza della Consulta", ha infatti riferito il presidente dell'Anci.

Un problema, quello del Fondo compensativo, che preoccupa molto il sindaco di Lecce Paolo Perrone, presente al vertice. Il finanziamento del Fondo compensativo Imu-Tasi, "in molti Comuni è discrimine tra poter fare e non fare i bilanci: è chiaro che se questi soldi non dovessero arrivare per 1800 Comuni il taglio non è piu' di 1,5 mld ma sarebbe di oltre 2 mld", ha osservato Perrone . Il primo cittadino di Firenze, Dario Nardella, al tavolo ha posto la questione delle opere pubbliche che sono finanziate con fondi Ue e cofinanziate con fondi locali. "La nostra esigenza è far sì che il cofinanziamento locale sia tra quei fondi che non vanno a incidere sul patto di stabilità", ha chiesto il primo cittadino precisando che si tratta di opere pubbliche "contenute nell'allegato al Def di rilevanza strategica".

Per Anci hanno preso parte alla riunione anche i primi cittadini di Roma Ignazio Marino e di Catania Enzo Bianco. L'esecutivo era invece rappresentato dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Claudio De Vincenti, dal sottosegretario alla P.a. Angelo Rughetti, dal sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa e dal sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta.

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