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Usa: Indiana corregge tiro su legge anti-gay ma fa scuola in Arkansas/Adnkronos

01 aprile 2015 | 16.06
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Dopo l'alzata di scudi del mondo del business, il governatore promette un emendamento per garantire che nessuno si potrà rifiutare di servire clienti gay appellandosi al proprio credo religioso. Wal Mart si unisce alle altre corporation nella condanna della legge e chiede al governatore dell'Arkansas di non firmarla. Nate per contrastare le nozze gay, queste leggi

avviano uno scontro che potrebbe rivelarsi un boomerang per i candidati Gop alla Casa Bianca.

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(Foto Infophoto)

Di fronte alle proteste in tutta l'America e, soprattutto, all'alzata di scudi del mondo del business americano, il governatore dell'Indiana, Mike Pence, corregge il tiro sulla legge "sulla libertà religiosa", affermando che ora chiederà che venga approvato un emendamento per garantire che nessuno potrà rifiutarsi di servire clienti gay appellandosi al proprio credo religioso. Una, parziale, marcia indietro che arriva però in ritardo quando è già scoppiata in America una sorta di guerra culturale intorno alla decisione dell'Indiana che sta già facendo scuola negli stati più conservatori.

Anche l'Arkansas infatti ieri ha approvato un suo Religious Freedom Restoration Act, che permetterà a commercianti e società di servizi - in particolare quelli che offrono organizzazione e catering per i matrimoni - di rifiutarsi di servire clienti gay appellandosi alle proprie convinzioni religiose. Al governatore repubblicano Asa Hutchinson stanno arrivando appelli a non firmare la legge, ed a guidare la protesta è Wal-Mar che ha diffuso un comunicato in cui si afferma che la legge minaccia "lo spirito di inclusione e non riflette i valori che noi orgogliosamente sosteniamo".

Ed è un monito pesante quello che arriva dalla più grande catena di supermercati del mondo, che ha il suo quartier generale in Arkansas, che sicuramente farà riflettere Hutchinson. Se Pence non ha dato ascolto agli analoghi appelli che gli erano arrivati ed ha firmato la legge, c'è il precedente dell'Arizona dove la repubblicana Jan Brewer, famosa per la controversa legge sull'immigrazione, lo scorso anno ha il posto il veto ad un'analoga misura di fronte all'opposizione del mondo del business.

"Non ho creduto per un minuto che fosse intenzione dell'Assemblea dare il permesso di discriminare, o negare i servizi, a gay, lesbiche o nessun altro nello stato, e questo certamente non era il mio intento" si è difeso il governatore dell'Indiana che comunque ha dovuto ammette che questa è ormai questa è la lettura che viene data di questa legge in questo Paese e bisogna intervenire "per aggiustarla".

Sia in Indiana che in Arkansas i matrimoni gay sono legali dalla fine dello scorso anno, a seguito delle decisioni dei tribunali federali che hanno abolito le esistenti leggi che nello stato lo vietavano considerate incostituzionali. Con le leggi per la difesa dei valori religiosi le maggioranze repubblicane che governano gli stati hanno pensato di rispondere all'azione dei tribunali. Ma hanno finito per Innescare quindi uno scontro politico più ampio che potrebbe rivelarsi controproducente per i possibili candidati repubblicani alla Casa Bianca.

Con l'opinione pubblica americana che negli ultimi anni ha cambiato drasticamente posizione in favore dei matrimoni gay, che sono legali in 37 dei 50 stati più il distretto di Columbia, contro la misura si sono schierati le principali corporation americane. A cominciare da Apple, con Tim Cook, che lo scorso anno ha dichiarato la propria omosessualità definendola "un dono di Dio", che ha scritto che "la business community dell'America ha da tempo riconosciuto che la discriminazione, in tutte le sue forme, fa male agli affari".

Dopo che Salesforce ha cancellato gli eventi della compagnia di high tech nello stato, anche Angie's List - una sorta di 'pagine gialle' online - ha bloccato il piano da 40 milioni di dollari di espansione del suo quartier generale in Indiana per verificare l'impatto della legge sui suoi dipendenti. Sono nove i Ceo di compagnie che hanno sede nello stato che hanno scritto a Pence di chiarire le possibili implicazioni discriminatorie verso i gay della legge.

Insomma, lo stato rischia perdite sul fronte del settore manufatturierio (95,4 miliardi di dollari annuali), delle finanze (44 miliardi) e anche in quello del turismo (10, 3 miliardi): infatti è sicuramente preoccupante per gli addetti al settore il fatto che un sito di viaggi come Gogbot abbia già inserito nella pagina dedicata all'Indiana all'avviso riguardo al rischio di essere "cacciati da un ristorante o da un albergo" perché gay.

Senza contare le perdite politiche che i repubblicani rischiano con queste misure che potrebbero rivelarsi un boomerang alle elezioni del 2016. . "E' triste che questa legge in Indiana possa accadere in America", ha dichiarato Hillary Clinton, mentre i candidati repubblicani si trovano nella difficile situazione di dover difendere, per non scontentare l'elettorato più conservatore, una legge che molti nel partito criticano apertamente. "Dobbiamo attirare elettori per vincere le elezioni, non spaventarli", ha sintetizzato un esponente del Gop dell'Illinois.

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