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Infermiera vaccinata, minacce e insulti social a Claudia Alivernini

29 dicembre 2020 | 10.37
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(Fotogramma)

"Claudia è la prima vaccinata in Italia contro il Covid. È stata travolta da messaggi e attacchi no vax, al punto di dover chiudere i suoi social". Nicola Zingaretti, segretario del Pd e presidente della Regione Lazio, scende in campo per difendere Claudia Alivernini. L'infermiera dello Spallanzani, la prima a ricevere il vaccino contro il coronavirus nel v-day del 27 dicembre, è stata sommersa di insulti e minacce sui social. La 29enne ha deciso di chiudere i propri profili e, come scrive il Messaggero, ha presentato denuncia alla polizia postale.

"Il suo sorriso ci ha raccontato una storia di forza e speranza. Una professionista che ha combattuto il Covid, come tante e tanti giovani che si sono improvvisamente trovati in prima linea, il 27 dicembre è stata la prima vaccinata del Lazio e d’Italia. Chi l'ha costretta a eliminare i suoi social e la sta minacciando dovrebbe vergognarsi", scrive Zingaretti. "Siamo con te Claudia -aggiunge il leader Dem- e con tutto il personale sanitario che ha lottato in questi mesi! Un grande abbraccio".

"Tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno all'infermiera oggetto di un'aggressione inaccettabile sui social network. Le gravissime minacce di morte che le sono state rivolte nulla hanno a che vedere con la libertà di opinione o di critica ma rappresentano solo atti ignobili e vili". Lo sottolineano in una nota il sindacati Fp Cgil nazionale e la Fp Cgil di Roma e Lazio.

"Claudia è esempio di come gli operatori sanitari tutti siano stati, siano e saranno, in prima linea nell'affrontare l'emergenza pandemica - prosegue il sindacato - Che gli operatori sanitari siano tra i primi destinatari del vaccino è segno della centralità e dell'importanza riconosciuta a chi lavora al servizio della salute di tutti, quindi della complessiva necessità di investire e potenziare il sistema sanitario con più assunzioni e maggiore sicurezza".

"Il vaccino è un passo importante nella gestione dell'emergenza sanitaria e deve esserne compresa l'importanza sociale: per il contenimento, la tutela della salute di chi è più esposto, la ripartenza del Paese. Quanto accaduto a Claudia - rimarca Fp Cgil - dimostra, inoltre, il bisogno che si colmi il vuoto, accumulato in questi giorni di ritardo, in termini di corretta e capillare informazione, da parte di tutte le istituzioni e le autorità competenti, rispetto alla sicurezza e alle modalità di somministrazione del vaccino, all'organizzazione della campagna vaccinale e alla necessità di garantire che il nostro Paese, quanto più in fretta possibile, possa guardare a una prospettiva di sicurezza per la salute e di ripresa economica".

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