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Influenza: si risveglia H1N1, in Usa appello per vaccinazione di massa

21 febbraio 2014 | 16.21
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Milano, 21 feb. (Adnkronos Salute) - In una stagione influenzale di media intensità per numero di casi, sta destando preoccupazione il 'colpo di coda' del virus ex pandemico H1N1, che in alcuni Paesi torna a far parlare di sé per gli effetti mortali registrati in particolare fra giovani e adulti di mezza età. E mentre in Grecia il bilancio è di 40 morti, di cui 2 bimbi piccoli, e oltre 140 contagiati ricoverati in terapia intensiva, negli Usa i funzionari della sanità hanno lanciato un appello esortando alla vaccinazione di massa: iniezione scudo per tutti, a partire dai bebè con più di 6 mesi di vita e comprese le donne in gravidanza. L'allarme rimbalza sui media statunitensi. In Italia, intanto, la stagione influenzale "sta evolvendo secondo le previsioni, confermandosi non particolarmente rilevante in termini quantitativi".

In qualche modo, spiega infatti all'Adnkronos Salute il virologo dell'università Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco, il Belpaese è stato protetto dalle condizioni meteo di questo inverno. Non c'è stato freddo intenso, piuttosto sbalzi termici che non facilitano la circolazione dei virus dell'influenza, ma hanno favorito invece i virus parainfluenzali. Tanto che, ai quasi 3 milioni di casi finora imputati ai virus stagionali, si sono aggiunti 4,5 milioni di italiani colpiti dai virus 'cugini', in particolare i gastrointestinali. Per quanto riguarda l'azione dell'H1N1, non mi risulta in Italia un incremento nelle situazioni da ospedalizzazione".

Un'altra aria si respira negli Usa dove Tom Frieden, direttore dei Cdc, i centri per la prevenzione e il controllo delle malattie, secondo quanto riportato dal 'Los Angeles Times' ha lanciato un monito: "L'influenza può fare molto male a chiunque molto in fretta, e può arrivare a uccidere. La vaccinazione è il gesto più importante che si può fare per proteggere se stessi". Oltreoceano i casi di questa stagione influenzale sono stati causati prevalentemente dal virus H1N1, lo stesso ceppo dell'influenza suina che ha causato la pandemia nel 2009. E anche se le autorità sanitarie precisano che la prevalenza sembra essere inferiore a quell'anno, i dati preliminari suggeriscono che ha ucciso o portato al ricovero più giovani e adulti di mezza età del solito. Negli studi diffusi ieri, gli epidemiologi dei Cdc segnalano che in un campione nazionale di 122 città degli States emerge come il 61% dei ricoveri correlati all'influenza abbia riguardato persone fra i 18 e i 64 anni. Una percentuale che negli anni passati era molto più bassa, fra il 35% e il 43%. (segue)

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