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Lavoro: Infojobs, 51% italiani lo sogna in pmi, pensa poco a stipendio

09 dicembre 2014 | 15.45
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La prospettiva di stabilità e sicurezza economica è per il 44,7% dei candidati intervistati il fattore determinante.

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Non è la grande multinazionale e nemmeno l'azienda italiana che ha sfondato all'estero la realtà professionale ideale per gli italiani alla ricerca di un lavoro, bensì, per il 51% di loro, un ambiente a misura d'uomo come quello della piccola-media impresa. Lo stipendio, poi, sembrerebbe sacrificabile di fronte a una proposta stimolate. È quanto emerge da un sondaggio di InfoJobs, una delle realtà italiane attive nel settore del recruiting online, che ha coinvolto i propri utenti (candidati ed aziende) in un sondaggio. Dunque, la destinazione ideale per il 51% degli intervistati è un'azienda affermata di piccole-medie dimensioni, luogo di lavoro capace di unire alla solidità delle performance economiche una dimensione a misura di lavoratore. Al secondo posto, per il 18,2% dei candidati, c'è un'azienda italiana rinomata che guida la classifica davanti alla grande multinazionale, preferita dal 16,5% del campione. A seguire, c'è il settore pubblico, scelto come destinazione ideale dal 7,5% dei candidati e la start-up innovativa (4%).

Quali sono le aspettative che un'opportunità di lavoro deve soddisfare per attrarre i candidati più qualificati? La prospettiva di stabilità e sicurezza economica è, rivela il sondaggio, per il 44,7% dei candidati intervistati il fattore determinante, a cui si aggiunge un altro 16,8% che, anche a fronte di un contratto a termine, indica nelle condizioni economiche il fattore principale per scegliere una nuova sfida professionale. Le opportunità di apprendimento e crescita sono invece indicate come la caratteristica più stimolante dal 20,8% dei candidati e dal 21,7% delle aziende.

Lo stipendio non sembrerebbe la prima leva che muove i candidati alla ricerca di un lavoro. Dal sondaggio dell'Osservatorio InfoJobs emerge una chiara voglia di fare bene e di crescere sul lavoro "anche sacrificando il trattamento economico".

Davanti ad una proposta di grande stimolo ed interesse dal punto di vista della crescita professionale, i candidati si dichiarano infatti disponibili ad accettare inizialmente condizioni economiche poco incentivanti (70,3%), ad affrontare orari di lavoro poco agevoli (54,7%), a sopportare lunghi spostamenti quotidiani (39,7%), ad accettare trasferimenti in altre città o regioni (38%) e, perché no, all'estero (29,3%). Davanti ad una reale prospettiva di crescita dunque, si è disposti a fare sacrifici importanti.

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