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Ingegneri: su appalti pubblici mercato più aperto e trasparente

22 maggio 2014 | 09.11
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Milano, 22 mag. (Labitalia) - "Il tavolo tecnico per la riforma totale degli appalti pubblici ai primi di giugno. L'impegno assunto dal ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, durante il convegno organizzato a Milano dagli ingegneri italiani, ha trovato ottima accoglienza da parte della categoria". Lo si legge in una nota del Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni). "E' molto tempo che chiediamo l'istituzione di una struttura simile -spiega il presidente del Cni, Armando Zambrano- al quale è stata ora invitata a partecipare anche la rete delle professioni tecniche, ovvero quelle figure, tra cui ovviamente gli ingegneri, che conoscono criticità e problematiche del settore, profondamente e dal di dentro".

L'appuntamento di ieri di Milano voluto dal Cni insieme all'Ordine ingegneri Milano e alla Consulta lombarda degli ingegneri, cui ha partecipato anche il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri, è stato utile, dice Zambrano, "anche a ribadire l'importanza di riportare al centro del settore la progettazione". "La pubblica amministrazione -prosegue- tende ad avocare a sé le operazioni di progettazione i cui lavori finiscono solitamente per essere poi comunque affidati alle aziende in un sistema di appalti integrati, con la conseguenza che il controllo finale si perde totalmente. A questo siamo contrari, per questo chiediamo di porre al centro la progettazione, pratica garante della qualità delle prestazioni e di costi e tempi certi" .

Al convegno è intervenuto anche Piero Torretta, presidente dell'Uni. "Nel settore dei lavori pubblici -spiega- la normazione tecnica può svolgere un servizio di razionalizzazione, andando incontro alle esigenze del Paese, favorendo un processo che coinvolga la società civile sul principio dell'autoregolamentazione, regolando aspetti specifici del settore, prima che su questi insorgano problemi; questi ultimi invece necessitano dell’intervento della norma giuridica e quindi dell’intervento dello Stato".

Non solo. "La normazione tecnica -aggiunge Torretta- può rivelarsi preziosa nel mercato dei lavori pubblici anche per colmare alcune lacune di regolamentazione, in aiuto al legislatore. Basti pensare all'attività che svolge l'Uni nel settore delle professioni non regolamentate. Va detto tuttavia che le norme nel settore delle costruzioni, definite Ntc, risalgono ormai al 2008 e auspichiamo che possano essere adeguate con i riferimenti allo stato dell'arte con le norme Uni attuali, e inoltre che venga effettivamente utilizzato il meccanismo di aggiornamento automatico di riferimento alla normativa tecnica" .

Un mercato più aperto è poi l'istanza avanzata dalla categoria a Milano, esigenza che verrà portata presto al tavolo annunciato dal ministro Lupi. Come ricordato anche dal presidente della Consulta lombarda, Marco Belardi, e dal presidente dell'Ordine Ingegneri Milano, Stefano Calzolari, rendere più agevole l'accesso al mercato significa anche "rimuovere le regole attuali che impediscono la partecipazione alle gare ai giovani e ai meno giovani che non siano in possesso di strutture professionali di notevoli dimensioni".

Rinnovata dagli ingegneri anche la necessità di trasparenza "consentita, nelle gare per l'affidamento di servizi di architettura e ingegneria, da procedure di selezione più controllate e rigorose: occorre perciò ridurre, da un lato, gli eccessivi ribassi negli affidamenti dei servizi, grazie all'ampliamento del numero dei partecipanti alle gare, dall'altro promuovere un più facile e snello affidamento delle procedure" .

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