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Ingroia: "Da Viminale revoca fantozziana della mia scorta"

29 luglio 2019 | 20.01
LETTURA: 3 minuti

La denuncia dell'ex Procuratore aggiunto di Palermo che indagò sulla trattativa Stato-mafia

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(Fotogramma/Ipa)

"Dal Viminale una revoca fantozziana della mia scorta". "L'Ucis - dice - l’organo preposto a valutare i rischi cui ogni cittadino è esposto, ha scelto di ignorare quello che aveva deciso il Consiglio di Stato quando con l’ordinanza urgente del 10 maggio scorso aveva sospeso l’efficacia del provvedimento di revoca della scorta deciso dallo stesso Ucis, ordinando comunque un’immediata rivalutazione della situazione di pericolo e - nelle more - il ripristino della misura di sicurezza revocata per effetto dell’accoglimento dell’istanza di sospensione. Il Consiglio di Stato aveva scritto che risultava dagli stessi atti del Ministero dell’Interno che, in particolare, la Prefettura di Milano aveva ritenuto 'prudenziale' assicurare una misura di vigilanza e sorveglianza presso la sede del mio Studio Legale a Milano e che perciò il Consiglio di Stato riteneva 'non escluso' che 'un rischio per la sua incolumità, connesso alla sua pregressa attività di magistrato, tuttora possa sussistere per un soggetto che è stato a lungo impegnato nella lotta alla mafia', ritenendo il mio caso uno di quelli nei quali 'non possa escludersi il compimento di azioni criminose nei confronti della persona da tutelare'. Ebbene, ben 20 giorni dopo (con comodo...), il 28 maggio 2019, l’Ucis si è riunito e solo nei giorni scorsi (con ancor più comodo...) mi ha comunicato che nel rivalutare la situazione ha confermato, contro la decisione del Consiglio di Stato, che non sussiste alcun pericolo per la mia incolumità", scrive Ingroia. Di seguito il suo lungo post:

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