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Innocenti e carcere, Bonafede replica: "Parlavo degli assolti"

24 gennaio 2020 | 10.02
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Il ministro interviene su Facebook dopo la polemica sulle affermazioni in studio. Il tweet di Gaia Tortora con la richiesta di chiarimenti

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(Fotogramma /Ipa)

"Ci tengo a chiarire perché non voglio che ci siano strumentalizzazioni su un punto così delicato". Così, in un lungo post su Facebook, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede replica alle polemiche sollevate da una frase pronunciata in diretta ieri sera a 'Otto e Mezzo' su innocenti e carcere. "Gli innocenti non finiscono in carcere", le parole del guardasigilli, che ora chiarisce.

"Nell’intervista di ieri sera, mentre si stava parlando di assoluzioni e condanne - spiega Bonafede -, ho specificato che gli 'innocenti non vanno in carcere' riferendomi evidentemente e ovviamente, in quel contesto, a coloro che vengono assolti (la cui innocenza è, per l’appunto, ‘confermata’ dallo Stato). Ad ogni modo - si legge ancora -, la frase non poteva comunque destare equivoci perché subito dopo ho specificato a chiare lettere che sulle ipotesi (gravissime) di ingiusta detenzione, '... sono il ministro che più di tutti ha attivato gli ispettori del ministero per andare a verificare i casi di ingiusta detenzione ...' (come da video di questa specifica parte dell’intervista)".

"Aggiungo, infatti - continua -, che per la prima volta ho introdotto presso l'Ispettorato in maniera strutturata il monitoraggio e la verifica dei casi di riparazione per ingiusta detenzione, anche in occasione delle ispezioni ordinarie", conclude Bonafede.

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