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Inseguendo la felicità, cervello ai raggi X per scoprire dove 'abita'

20 novembre 2015 | 17.46
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Scienziati, come Aristotele, sulle tracce della felicità. Tutti la inseguono, la invocano, la coltivano con esercizi, meditazione, scartabellando nei libri di auto-aiuto. Ma quanti sanno cos'è veramente la felicità? Un team di ricercatori giapponesi dell'università di Kyoto ha provato a dare una risposta neurologica a questa domanda esistenziale. E lo ha fatto passando allo scanner il cervello. Obiettivo: trovare il luogo esatto della mente in cui il miracolo di un sorriso si materializza.

Secondo il loro studio, la felicità è nel complesso una combinazione di emozioni felici e soddisfazione della vita che arrivano insieme nel precuneo, una regione che si trova nel lobo parietale mediale e diventa attiva quando sperimentiamo la coscienza. Ecco dunque le strutture neurali in cui abita la felicità.

Ognuno, spiegano gli esperti, percepisce le emozioni in maniera diversa. Per esempio, alcune persone sentono la felicità più intensamente di altre quando ricevono complimenti. Gli psicologi hanno scoperto che fattori emotivi come questi e la soddisfazione della vita costituiscono insieme l'esperienza soggettiva dell'essere felici. Ma il meccanismo neurale che si nasconde dietro al modo in cui la felicità emerge è sempre rimasto poco chiaro. Comprenderlo, assicura lo scienziato Wataru Sato che ha condotto lo studio con il suo team, sarà una grande risorsa per quantificare i livelli oggettivi di felicità.

Per restringere il campo su dove tutto accade, gli esperti hanno sottoposto un gruppo di persone arruolate per lo studio a risonanza magnetica e hanno poi somministrato loro un questionario per sondare quanto sono felici in generale, quanto intensamente sentono le emozioni e quanto sono soddisfatti della propria vita.

L'analisi ha rivelato che chi totalizzava i punteggi più alti nelle indagini sulla felicità aveva più massa di materia grigia nel precuneo. In altre parole, le persone che sentono più profondamente la felicità e meno intensamente la tristezza, quelle che sono più in grado di trovare un significato nella vita, hanno un precuneo più grande.

"Nel corso della storia, molti eminenti studiosi hanno contemplato cosa sia la felicità", ricorda Sato che è l'autore principale della ricerca e con un gioco di parole commenta: "Sono molto felice che ora sappiamo di più su ciò che significa essere felici". Sato si dice ora fiducioso circa le implicazioni che queste scoperte possono avere per 'l'addestramento' alla felicità. "Diversi studi - fa notare - hanno dimostrato che la meditazione aumenta la massa di materia grigia nel precuneo. La nuova visione offerta dallo studio su dove accade la felicità all'interno del cervello sarà utile per sviluppare 'programmi di felicità' basati su criteri scientifici".

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