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Intesa Fnomceo e Garante privacy, più facile per medici orientarsi

21 maggio 2016 | 15.00
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Una più stretta collaborazione tra Garante della Privacy e Federazione degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo), per aiutare i camici bianchi a orientarsi meglio sugli obblighi legati alla tutela dei dati sensibili e tranquillizzarli nel corretto uso delle nuove tecnologie. Il tutto con l'aiuto di un database dei pareri già espressi, fornito dall'Autorità garante alla Federazione, consultabile per parole chiave, che sarà corredato di una interpretazione e una 'traduzione', realizzate dal gruppo Ict della Fnomceo, se necessario con l'aiuto interpretativo dello stesso ufficio del garante. È l'intesa nata a Rimini, nel corso della III conferenza nazionale della professione medica e odontoiatrica, che si chiude oggi nella città romagnola.

"Qui a Rimini - ha spiegato Silvestro Scotti, del gruppo Ict Fnomceo e vice segretario della Fimmg - abbiamo definito un risultato importante per trovare soluzioni a tutte quelle situazioni in cui la privacy si pone come problema all'evoluzione dei sistemi digitali. Il medico, infatti, quando si confronta con flussi di dati sensibili dei propri pazienti, che si muovono ormai in un sistema di rete, rischia di intimorirsi rispetto a un problema che gli potrebbe derivare come responsabile o titolare del dato sensibile".

Nel confronto con il Garante, nel corso della Conferenza nazionale, "è venuta fuori la necessità di tradurre al medico i contenuti, spesso di difficile comprensione per il camice bianco, di molte raccomandazioni e pareri del Garante che potrebbero essere utili ai medici. Ma anche la necessità di fornire al Garante stesso un quadro chiaro del lavoro pratico e quotidiano del medico", ha sottolineato Scotti.

C'è poi la questione delle novità normative, a cui i professionisti devono riferirsi, e su cui l'aiuto interpretativo del Garante diviene fondamentale. "In questo momento sulla privacy - ha aggiunto Scotti - è in vigore il regolamento europeo, pubblicato questo mese nella Gazzetta ufficiale europea. Dovrà essere integrato su alcuni punti che sono stati lasciati all'elasticità decisionale degli Stati fino al 2018. Il regolamento dovrà quindi coordinarsi con le normative italiane. Questa alleanza, perciò, è particolarmente utile oggi per consentire la tranquillità dei medici rispetto allo sviluppo digitale".

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