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Alla Berlinale i 'Cavalieri della Laguna' Orbetello: 'Siamo ultimi dei mohicani'

SPETTACOLO
Alla Berlinale i 'Cavalieri della Laguna' Orbetello: 'Siamo ultimi dei mohicani'

Berlino, 14 feb. (Adnkronos/Cinematografo.it) - ''L'attività della Cooperativa de 'I pescatori di Orbetello' che, per continuare ad esistere, ha saputo rinnovarsi guardando al passato, è l'unica via di uscita se si vuole trovare un rapporto armonico con la natura'', ha dichiarato questa mattina il regista Walter Bencini che sta accompagnando oggi il suo film documentario 'I Cavalieri della laguna' alla Berlinale, portando il made in Toscana nella capitale tedesca e chiudendo la sezione Kulinarisches Kino Film & Food, dedicata alle pellicole che affrontano il tema del cibo e dell'ambiente.


Ad accompagnare la proiezione del film-documentario non poteva mancare una cena ''Italian Style'' servita all'interno del Makthalle Neun con crostini alla ricotta ed erbe mediterranee, insalatina di carciofi e bottarga (e carpaccio di cefalo e ombrina affumicati), zuppa di pesce e castagnaccio toscano. La Bottarga di Orbetello è stata riconosciuta dall'associazione internazionale Slow Food quale suo presidio.

''Non lavoriamo in maniera meccanica. I pescatori guardano il cielo per capire il giorno dopo cosa andare a pescare. Al di là di tutto l'aspetto commerciale c'è la storia delle tradizioni, della cultura, di un lavoro che si tramanda da generazioni in modo ecosostenibile. Proponiamo un'alimentazione sana avvalendoci della serenità dell'ambiente - spiega Pier Luigi Piro il Presidente della Cooperativa - Ci deve essere per forza in questo momento un'inversione di rotta. In Toscana c'è la riscoperta di un turismo legato all'enogastronomia e noi portiamo i nostri clienti/amici a vedere dove e come viene pescato un prodotto. La gente che viene a conoscenza del percorso ne rimane affascinata, per la storia che c'è alla base''.

''Una vera e propria scelta politica -ha sottolineato Walter Bencini, il regista del film documentario- Realizzare questo film mi ha dato la possibilità di un'esperienza umana incredibile, conoscere questi uomini meravigliosi con quel loro costante prendersi in giro, il raccontarsi senza fronzoli, quella fierezza, quell'orgoglio del proprio mestiere, mi hanno letteralmente affascinato''.

''Negli ultimi anni Slow Food, nella persona di Carlo Petrini, è stato particolarmente attento a rilanciare il nostro prodotto; concetti come la sostenibilità e il valore dei km sono diventati diffusi tra l'opinione pubblica e tra i consumatori. Tutto questo ha fatto si che la nostra comunità fatta di 110 famiglie riesce a rimanere a galla e fa sopravvivere un lavoro di qualità'', ha concluso Pier Luigi Piro.



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