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Avi Avital: "La mia passione per il mandolino è nata grazie a un vicino di casa"

'Oggi c'è molta più gente di prima interessata a questo strumento, un vero Rinascimento del mandolino'

SPETTACOLO
Avi Avital: La mia passione per il mandolino è nata grazie a un vicino di casa

Avi Avital

"Un vicino di casa in Israele che suonava il mandolino mi ha fatto innamorare di questo strumento quando ero bambino". Avi Avital, tra i massimi virtuosi di tutti i tempi del mandolino, racconta all'Adnkronos come è nata la sua passione per questo insolito strumento. "C'è qualcosa di immediato tra un bambino e il mandolino: la sua maneggevolezza, i suoni acuti che emette... Io me ne sono innamorato e ho chiesto ai miei genitori di comprarmene uno. Così ho cominciato a studiarlo, frequentando successivamente il conservatorio".


Nato a Beer-Sheva 36 anni fa da genitori ebrei marocchini trasferitisi in Israele negli anni '60, Avi Avital vive a Berlino ma ha studiato anche a Padova dove è stato allievo di Ugo Orlandi. E parla di "un Rinascimento del mandolino. Adesso - dice - c'è molta più gente di prima interessata che mi contatta su facebook e twitter perché vuole imparare a suonare questo strumento, nato in Italia nel '700 e diffuso soprattutto tra gli aristocratici".

Nonostante le nobili origini, però, il repertorio della musica colta per mandolino non è molto ricco. Qualche composizione di Domenico Scarlatti, di Johann Nepomuk Hummel e due straordinari concerti di Antonio Vivaldi, uno dei quali Avi Avital esegue nel cd appena uscito per Deutsche Grammophon dal titolo 'Vivaldi', assieme alla Venice Baroque Orchestra. "Nel disco interpreto solo quello in do maggiore perché il secondo è per due mandolini. Tutti gli altri concerti del cd nascono originariamente per violino e io stesso li ho trascritti".

Una trascrizione 'indolore', spiega il musicista, "perché non ha comportato alcuna modifica visto che la tonalità del mandolino è uguale a quella del violino. Questa operazione nasce dal mio vissuto - dice ancora - dall'esigenza di suonare brani magari noti, come 'L'Estate' dalle 'Quattro Stagioni', con un'angolazione diversa da offrire all'ascoltatore, una prospettiva che metta in luce aspetti nuovi dell'opera e che ricrei il momento magico del primo ascolto di capolavori come quelli di Vivaldi".

Avi Avital ha dedicato parte del suo talento virtuosistico anche a Johann Sebastian Bach, compositore che non ha mai scritto una nota per mandolino. "Ho trascritto le sue opere per liuto - racconta il musicista - appunto perché non c'era un suo repertorio originale per mandolino. Ma ho anche trascritto alcuni dei suoi concerti per clavicembalo, e in quel caso ho dovuto fare notevoli sforzi per capire il messaggio musicale contenuto nel brano e trascriverlo sul mandolino, eliminando inevitabilmente molte note perché la scrittura per clavicembalo è su due chiavi, come per il pianoforte, e quello strumento si suona con entrambe le mani, cosa che non si può fare con il mandolino. E' stato un 'esperimento intellettuale', riuscito perché la musica di Bach è sempre perfetta".

Il celebre mandolinista, che domani sarà a Roma per un concerto nell'Aula Magna della Sapienza per la stagione della Iuc, afferma che il suo è "uno strumento moderno, costruito dal liutaio israeliano Kerman, che ha creato un mandolino dal suono capace di diffondersi in una moderna sala da concerto. E' quello che uso nel disco di Vivaldi, tranne che per l'ultima traccia, la canzone tradizionale veneziana 'La biondina in gondoleta' (cantata dal tenore Juan Diego Florez, ndr), dove utilizzo un mandolino veneziano del '700". Tra i prossimi impegni "molte nuove composizioni scritte per me - dice - nuove tournée compresi due ritorni in Italia in estate, a Milano e in Toscana. Quanto ai progetti discografici - conclude - la mia scrivania è piena, ma da agosto ho lavorato molto intensamente sul cd di Vivaldi e adesso per un po' voglio godermelo".



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