Carlo Fuortes: "All'Opera di Roma va tutto bene"

Il sovrintendente presenta i risultati del risanamento del Teatro e quelli del primo trimestre 2015

SPETTACOLO
Carlo Fuortes: All'Opera di Roma va tutto bene

Il sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma, Carlo Fuortes

"Va tutto molto bene, i risultati sono superiori alle mie più rosee aspettative. Il Teatro dell'Opera funziona regolarmente e i dati del primo trimestre 2015 sono la prova provata che il Costanzi ha delle grandi potenzialità. Questo non è un punto di arrivo, ma una base per migliorare". I toni del sovrintendente dell'Opera di Roma, Carlo Fuortes, sono trionfalistici nell'illustrare il risanamento da lui avviato "e completato", con un esercizio 2014 che "si è chiuso in pareggio grazie soprattutto a una rigorosa politica di controllo dei costi di gestione, che ha comportato un risparmio di 10 milioni di euro rispetto al 2013, e a una tenuta dei ricavi, nonostante il calo dei contributi pubblici e una stagione caratterizzata da una serie di tensioni sul fronte sindacale".


"Adesso il Teatro ha una situazione finanziaria tranquilla, che non aveva da anni", ha detto Fuortes, sottolineando che l'Opera di Roma "ha iniziato a lavorare regolarmente, in tutte le sue componenti", e "nel 2015 si prevede un potenziamento dell’offerta culturale pari al 28,9%, con 50 rappresentazioni in più rispetto al 2014, delle quali ben 34 legate ad eventi che si svolgeranno presso il Teatro Costanzi e a Caracalla".

Un incremento dell’offerta che ha fatto registrare nel primo trimestre 2015 (i dati si riferiscono al 31 marzo, ndr) una spesa per biglietti e abbonamenti pari a 4,8 milioni di euro "che supera di 1,8 milioni quella registrata nel primo trimestre 2014, con un incremento del 60,2%. In termini di biglietti venduti - ha aggiunto il sovrintendente - la crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è di 37 mila unità, con un incremento del 61,4%".

Fuortes ha anche sottolineato che la stagione di quest'anno sarà "quella della svolta", grazie all'accordo con i sindacati del novembre scorso (valido fino al 2016, ndr) nel quale le sigle "si impegnano per due anni a non fare azioni di sciopero sui temi dell'accordo" e che ha consentito "un aumento della produttività". Dati alla mano, il sovrintendente ha evidenziato che le rappresentazioni opera, tra il Costanzi e Caracalla, sono passate dalle 66 del 2013 (54 al Costanzi, 9 a Caracalla e 3 al Nazionale), a 80 nel 2014 (56 Costanzi, 18 Caracalla e 6 Nazionale), fino a 137 del 2015 (80 Costanzi, 20 Caracalla, 16 Nazionale e 10 in altre sedi).

Aumentate rispetto al 2013 (ma non in riferimento al 2014 quando erano 93), anche le rappresentazioni di balletto, passate da 61 a 79. In totale le aperture di sipario della Fondazione sono passate, stando ai dati diffusi da Fuortes, dalle 131 del 2013, alle 173 del 2014, fino alle 223 del 2015 "comprese quelle previste a novembre e dicembre della stagione 2015-2016" non ancora annunciata.

"Fino all'anno scorso - ha detto il sovrintendente - il Teatro dell'Opera era visto come la metafora dell'Italia che non funzionava. Una volta raggiunto l'accordo con i lavoratori e imboccata la giusta direzione, abbiamo ottenuto i giusti risultati e credo che tutto il Teatro debba esserne fiero". Il piano di risanamento avviato da Fuortes è stato possibile anche grazie all'adesione della Fondazione alla legge Bray che "ha permesso di accedere a un finanziamento statale di complessivi 25 milioni. Dopo una prima anticipazione di 5 milioni di euro avvenuta nel 2014 - ha spiegato Fuortes - la recente erogazione della seconda tranche pari a 15,6 milioni di euro, ha consentito di annullare l’indebitamento nei confronti degli artisti e di riportare a livelli ordinari quelli verso i fornitori, l’erario e gli istituti previdenziali. I restanti 4,4 milioni saranno erogati nel corso del 2015".

Calati anche i costi del personale del 17,2%, passati dai 39,5 milioni del 213 ai 32,7 del 2014. "Comprendono pensionamenti, alcuni licenziamenti fatti però per ragioni diverse da quelle del rientro economico, la mancata riconferma di alcuni contratti e soprattutto la mancata corresponsione del premio 2014, quest'ultimo grazie all'accordo siglato con i lavoratori", ha evidenziato Fuortes. Quanto alla nomina di due direttori artistici, Alessio Vlad e Giorgio Battistelli, non in linea con una politica di rientro, il sovrintendente difende la sua scelta: "Credo che il piccolo investimento sul costo di Battistelli ripagherà. In ogni caso - ha sottolineato - il costo dei due direttori artistici è molto inferiore a quello della direzione artistica di teatri simili al nostro".

Non solo. "La sovrintendenza con la direzione artistica decideranno la programmazione, e questo ritengo sia il modo giusto di procedere", sottolinea Fuortes, rimarcando il suo ruolo decisionale anche nello stabilire il cartellone del Teatro. "Nella fase attuativa - ha rimarcato - Vlad gestirà la parte operistica e Battistelli la programmazione relativa al presente e al futuro, compito che deve essere fatto da un moderno teatro lirico, che non può più permettersi di lavorare come faceva a inizio '900. Una fondazione lirica deve avere più legittimazione sociale, altrimenti rischia di perdere i finanziamenti".

In realtà, e lo ha fatto notare lo stesso Fuortes, la stagione 2015 dell'Opera di Roma già prevede due titoli del presente, come 'I was looking at the ceiling and then I saw the Sky' di John Adams e la 'Mahagonny' di Kurt Weill. Oltre a concerti come quelli di Elton John, Bob Dylan e Ludovico Einaudi, non proprio in linea con l'attività di una Fondazione lirica ma che richiamano al modello Auditorium Parco della Musica di Roma del quale Fuortes è ancora amministratore delegato. "E' estremamente importante che il Teatro aumenti l'autofinanziamento con la vendita di biglietti, abbonamenti, sponsor privati e altro", ha affermato Fuortes, che i contributi pubblici (Fus, Comune, Regione) "non dovrebbero calare nel 2015". Infine Fuortes ha difeso la scelta di Eleonora Abbagnato come direttrice del corpo di ballo: "E' compatibile con il suo ruolo di étoile all'Opera di Parigi, anzi può portare contatti. E' vero che è giovane e non ha mai fatto la direttrice, ma su di lei il Teatro fa una scommessa".



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