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Venti anni fa l'addio a Mia Martini, voce della canzone italiana

Il 12 maggio 1995 moriva a soli 47 anni

SPETTACOLO
Venti anni fa l'addio a Mia Martini, voce della canzone italiana

Mia Martini (Adnkronos)

Venti anni fa, il 12 maggio 1995, moriva a soli 47 anni, Mia Martini, la straordinaria voce della canzone italiana. Quella della cantante è stata un'esperienza umana ed artistica drammatica e controversa, fatta di grandi successi ma anche di momenti difficili.

Proprio agli inizi, quando ancora era Mimì Bertè, il 19 agosto del 1969, a 21 anni, venne arrestata perché in possesso di 35 mg di droghe leggere. Scontò quattro mesi di carcere a Tempio Pausania, in provincia di Sassari. Fu un periodo che la segnò in modo indelebile. Ma attraverso questo dramma, ritrovò suo padre, il rapporto con lui, che se ne era andato di casa quando lei aveva solo 11 anni.

Nata a Bagnara Calabra da genitori insegnanti, Mimì Bertè era cresciuta con la madre e le tre sorelle: Loredana, che diventerà anche lei cantante di successo, Leda e Olivia. La musica è stata la compagna di sempre nella vita della Martini, quella che non l'ha mai abbandonata.

La sua carriera è cominciata presto. La prima apparizione è del 1963 a 'TV7' . Nel 1965 è ospite nello show televisivo di Lelio Luttazzi 'Studio 1', l'ultima apparizione televisiva con il nome d'arte di Mimì Bertè. Con la canzone 'Padre davvero' torna sulla scena nei primi anni del 1970, vincendo il Festival d'Avanguardia e nuove tendenze; la canzone fa molto discutere e diventa un manifesto culturale dei giovani di quel periodo ma allo stesso sembra scelta per accusare il padre e il suo poco affetto per lei.

'Padre davvero' segna comunque il primo successo con il nuovo nome di Mia Martini, scelto con il produttore Alberigo Crocetta, già fondatore del Piper e scopritore di talenti come Patty Pravo e Mal. A Roma, dove s'inserisce in uno stimolante ambiente musicale, c'è l'incontro con il giovanissimo Claudio Baglioni. Poi la collaborazione con Bruno Lauzi e lo straordinario successo con 'Piccolo uomo'. Arriva la popolarità, i dischi venduti, i premi e al successo nazionale si accosta quello estero: Charles Aznavour, canterà con lei, facendone la diva dell'Olympia di Parigi.

Con sua sorella Loredana, Mimì condivide la passione per la musica e insieme salgono sul palco del Festival di Sanremo del 1993, ma non hanno un grande risultato. Mimì amava il suo lavoro e il suo pubblico ma non amava fare la diva. Nel 1974, per i critici europei è la ''cantante dell'anno''. Il grande amore, l'unico compagno della sua vita è stato proprio un grande musicista: Ivano Fossati.

Nel 1982 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo. Non vince perché ''era troppo sofisticata - spiega il critico Dario Salvatori - e, infatti, per lei fu creato il Premio della Critica'' che oggi porta il suo nome. Ma il 1982 è anche l'anno in cui si diffonde la diceria che portasse sfortuna. Diceria che la porterà a non lavorare per anni.

Il grande ritorno della Martini fu nel 1989, proprio sul palco di Sanremo, con la canzone 'Almeno tu nell'universo'. Torna al Festival nel '92, con il brano 'Gli uomini non cambiano'. Aveva 45 anni, gli ultimi anni di vita e di carriera. Si trasferisce in provincia di Gallarate, nel paese dove viveva il padre. L'ultima apparizione televisiva è del 4 marzo del 1995 nella trasmissione 'Papaveri e papere'.

La morte risale al 12 maggio 1995, ma il corpo viene ritrovato solo 2 giorni dopo. La Procura di Busto Arsizio apre un'inchiesta e dispone l'autopsia. Il referto del medico legale è quello di morte per arresto cardiocircolatorio. Il 17 maggio il corpo della cantante, 47 anni, viene cremato e successivamente la Procura della Repubblica archivia il caso.

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